Tra i colori

E ti perderai a guardare i colori di un cielo che si prepara alla notte, perché infondo un po’ gli appartieni…guarderai le sue sfumature dalle gradazioni calde e fredde e capirai che se infondo stanno bene accostati pure loro allora anche i caratteri contrastanti possono tenersi per mano…o forse, capirai che quella è soltanto utopia e che la vita non è una scala cromatica ma solo un agglomerato di emozioni che si incastrano e si discostano, mentre lassù nel cielo i colori fanno pace e forse da qualche parte giocano addirittura a fare l’arcobaleno…❤️

#DolceNotte

#SogniBelli

#PensieriAstratti

#PensieriMiei

Non smettere di ridere mai

“Non riesco più nemmeno a ridere”

Erano queste le parole che spesso sentivo ripetere dalle persone attorno quando mio padre fu portato via dal cancro. Lo dicevano tutte quelle persone che lo avevano incontrato, chi infondo per un motivo o per un altro aveva avuto il piacere di incrociare la sua vita per qualcosa. Io invece, che non riuscivo nemmeno più a ridere non lo dicevo mai, talvolta lo pensavo sì, ma infondo sapevo che non sarebbe mai successo. Perché volendo o no la vita non si ferma come la danza di una ballerina in un carillon quando finisce la musica e la molla è esausta. No, non funziona così, perché tu puoi essere esausta fino allo sfinimento ma infondo la vita continua ancora e ancora domani…non si smette di ridere, solo si ride a metà forse, o per lo meno in ogni risata di gusto si riaccende il pensiero che ti porta a pensare a come avrebbe riso lui e a come sarebbe stato diverso anche ridere per noi…non so come sarebbe stato, mi sarebbe piaciuto poterlo sapere e vedere, ma se di tante cose non ho la certezza, di una cosa ne sono certa, ed è che non c’è niente di più brutto del sentire dire quella frase: “Non riesco nemmeno più a ridere!” Perché non è affatto vero, non può piovere per sempre anche se le mancanze e le assenze ci devastano per davvero, ne rimarremo ammaccati e sconvolti e sì, tutto cambierà per sempre, ma infondo ci si deve rialzare comunque, ed è importante che le presone attorno non smettano di essere mai quello che sono sempre state, perché non c’è niente di più brutto della compassione quando si perde qualcuno. Chi sta lottando per una perdita non ha bisogno che gli si evidenzino le proprie debolezze e mancanze, ma ha bisogno di qualcuno che gli mostri la luce infondo al tunnel in cui sta camminando con tanta paura. Per questo mi piace che la gente sorrida, anzi, che rida di gusto sì, perché l’allegria è come un ancora di salvezza, talvolta usata anche come maschera per nascondere qualche debolezza che c’è e che ci sarà, ma soprattutto mi piacere che le persone ridano e che facciano della loro vita un vero e proprio capolavoro, perché infondo chi ci ama e che sta da qualche parte lassù vorrebbe proprio tutto questo, ed anche se a volte ci costa sacrifici con noi stessi, dovremmo imparare ad amare di più quello che siamo e a cogliere anche le gioie più piccole che troviamo nella semplicità delle cose, se non altro per far pesare meno a chi sta altrove il suo addio, con la consapevolezza che se avessero potuto scegliere, la nostra mano l’avrebbero voluta stringere ancora piuttosto che usarla per disegnare nel nostro cuore le parole d’affetto che hanno per noi.

Perché l’amore è per sempre, fino a quando i legami sono veri e finché ci sarà la malinconia quell’amore non verrà mai messo a tacere.

#LaMalinconiaÈSoltantoLAmoreCheRimane

#FrammentiDiMe

#PezziDiCuoreNelCielo

#AmoreDiPapy

Dal pianerottolo

Nel cielo le stelle brillavano come diamanti. La luna era piena quella sera e sembrava così vicina da illuminare dolcemente tutta la stanza. Spense la luce della scrivania in cui aveva abbozzato qualche nuovo disegno e spalancò la finestra lasciando che il lieve vento lo sfiorasse come una carezza invogliandolo ad uscire per lasciarsi avvolgere da un abbraccio fatto di aria delicata e dolce come i profumi di cui era formata. Odorava di fiori d’arancio e di basilico fresco, le piante che teneva su quel terrazzo da cui adorava ammirare la città che sembrava non avere mai voglia di andare a dormire.

Poggiando i gomiti sul davanzale si perdeva ad ascoltare la notte, con i suoi colori fatti di luci di auto che sfrecciavano a grande velocità sotto i suoi occhi ed il rombo dei motori di cui si poteva quasi percepire le curve agli incroci da come tagliavano l’aria veloci.

Intanto sui marciapiedi persone silenziose e talvolta felici componevano il loro personale ritmo fatto di tacchi e di scarpe da ginnastica con le suole tanto nuove da cigolare sul selciato. Osservava la vita scorrere, come sempre, come ogni sera. Complice soltanto la luna con la sua schiera di stelle lucenti, il suo momento di preziosa quiete era giunta alla sua fine quando il rintocco della campana gli ricordò che erano le tre di notte ed era arrivato anche per quella volta il tempo di andare a dormire.

#PiccolaStoriaBreve

#DolceNotte