Cuore nomade

Il vento soffiava tra gli stretti vicoli del paese ormai addormentato. Oltre all’ululato dell’aria non vi era rumore alcuno. Le luci dei lampioni sembravano talvolta spegnersi per quei cavi sottili ed antichi che seguivano dalla loro altura i movimenti di quella che si preparava ad essere una notte fredda e pungente. Sotto i portici trovavano riparo i vagabondi con i loro inseparabili cani, gli unici fedeli amici che la vita aveva loro regalato. Uno di loro soltanto non riusciva a chiudere occhio, forse per colpa del gelo della sera o forse per via della luce che si vide accesa nel casolare che dava sul lato opposto, dove lui stesso un tempo viveva fino a quando la povertà non venne a strapparlo dalla sua semplice ma decorosa vita…erano forse i ricordi che non gli davano tregua quella sera, troppi pensieri lontani e speranze svanite.

Bevve un sorso di quel liquore prezioso gentilmente donato dal cameriere della locanda poco lontana e mise a tacere il suo cuore anche per quella notte. Chiudendo gli occhi, per lasciare spazio ai suoi sogni così fragili e semplici…perché tra tutte le cose che non poteva più fare, fortunatamente gli era consentito ancora poter sognare…❤️

#BuonanotteSogniBelli

#GoodNightBeautifulDreams

Cuore d’attore

Era ancora un bambino quando il mondo decise di mostrargli le sue facciate peggiori. Vide così tante cose tristi e difficili da accettare che più volte si ritrovò in bilico su quel filo invisibile chiamato esistenza, bastava un passo falso ed avrebbe potuto gettare via tutto, i suoi sogni, i suoi dolori, i fragili momenti sereni e tutta la sua intera vita. Ma fu proprio quando ricevette il colpo più duro che si rese conto che infondo lui della sua vita ne era realmente innamorato, e non c’era niente che lo avrebbe potuto dissuadere da questo. Crescendo imparò a portare sul palco tutte quelle facce che il mondo gli aveva scaraventato senza tatto addosso, ed era per questo forse che era dotato di quel talento che in molti non avevano. Perché le lacrime a lui scendevano davvero, forse perché ad ogni scena drammatica poteva dare sfogo ad un attimo di quel pianto che da bambino non aveva saputo espellere, nonostante ne avesse un tremendo bisogno…ed era così bisognoso di amore ed affetto che sapeva fare innamorare il suo pubblico con scene romantiche che facevano sognare davvero chiunque, anche chi aveva i cuori più duri, perché infondo lui quella bontà che tanto elargiva tra un atto ed un altro non l’aveva mai ricevuta…per ogni scena portava allo spettatore un frammento della sua vita celata da una storia, e nonostante il suo pubblico non lo sapesse, chi lo guardava gli voleva bene davvero…non quel bene da quattro soldi che la sola fama spinge ad ammirare qualcuno, no, chi lo adorava sapeva andare oltre le apparenze per sentire il suo cuore pulsare tra quelle battute, quella voce talvolta acuta e talvolta lieve…e lui sapeva comprendere chi realmente a lui ci teneva come persona perché a farglielo capire era la sensazione più grande e profonda, quella che solo i battiti più puri del cuore riesce a far percepire, là dove spesso le parole non esistono, tra attimi fatti di sguardi sfuggenti e di profonda stima vera. Ma nel silenzio, quando il sipario si chiude, le luci si spengono e ogni spettatore torna alla sua casa, ecco che i ricordi del bambino riemergono. Davanti ad uno specchio dietro le quinte, mentre si toglie il trucco, con esso posa la sua maschera d’attore, guardando colui che è e sarà sempre. Talvolta contento di ciò che vede, altre volte meno…ma pur sempre sè stesso. Chiudendo poi gli occhi ripenserà agli sguardi dei suoi spettatori di un attimo prima, il motivo principale per cui trovare il coraggio di proseguire in una vita spesso troppo difficile. Intanto lo spettatore nella sua casa ripensa a quello che lo spettacolo gli ha lasciato, emozioni per cui ringrazierà sempre l’attore, per aver donato una parte di sè per un breve momento, ma cambiando per sempre un piccolo tassello di quello che aveva prima…non scordando mai più colui che interpretava un ruolo, come un evento che lo accompagnerà per la vita…

#RaccontiAstrattiDiUnaSera

Sorriso dell’anima

Il mondo era bello visto con gli occhi innocenti di chi del mondo ancora non aveva visto niente.

C’era sempre un motivo per cui sorridere perché la cattiveria non aveva ancora sporcato la sua memoria e dalla sua bocca quelle poche volte in cui parlava ne uscivano solo frasi limpide come i suoi occhi, che nell’ incoscienza infantile non potevano fare altro che brillare come il più bello dei raggi di sole mattutino.

Tutta la realtà diventava mutevole come ogni suo pensiero, rendendo ancora più colorato anche il viale più grigio della città, perché con la sua fantasia il fumo di scarico delle fonderie diventavano allegre pecore libere di correre nel prato fatto di cielo, mentre la pioggia battente dei giorni autunnali erano frammenti di diamante da cogliere sul palmo della mano per esprimere il più grande dei desideri…

Quei desideri che crescendo non ricordava più, forse perché piccoli come il lui che aveva smarrito nel suo cammino…

Di quella leggerezza da bambino aveva scordato tutto quanto, perché i sogni che adesso aveva erano così grandi da fargli paura, perché temeva di non avere il tempo di realizzarne neanche mezzo o forse perché non aveva ben chiaro nemmeno cosa significasse più sognare qualcosa.

Ma quando la sera, nel cielo buio delle notti stellate, si fermava a guardare la luna, ecco che quel sorriso dell’infanzia tornava sul suo viso…e fu in quel frangente sospeso tra la realtà ed il cielo che divenne consapevole che infondo si può cambiare tutto nella vita, ma mai il proprio sorriso dell’anima…

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