Fogli e parole

Ed è come quando su di un foglio inizi a scrivere qualcosa lasciandoti trasportare da quello che sei e da quello che vivi. Tu scrivi e l’inchiostro depone su quello spazio bianco qualcosa che prima era solo una sensazione. A volte leggere quello che hai dentro fa ancora più soggezione di quando quelle vibrazioni le senti senza dare loro forma. Ma le scrivi perché è giusto così, il loro posto è quello. Certe volte accade invece come quando le parole sono così tante che l’inchiostro si consuma, senza dare la possibilità alle frasi di prendere vita in modo completo. Il refil finisce e intanto loro, le parole, si perdono nello stesso attimo in cui comprendono che non c’è spazio per loro in quel momento. La stessa cosa accade spesso anche alla voce. Ci sarebbero così tante cose da dire al punto da non avere abbastanza fiato per dirle tutte quante, altre volte per paura di omettere qualcosa o rischiare che la loro corsa finisca per dirottare l’intenzione iniziale, si tace. Forse perché il cuore batte troppo veloce al punto da non dare tempo ai polmoni di cibarsi della quantità d’aria sufficiente per dare il giusto suono alle parole che si vorrebbero dire. Così come l’inchiostro finisce, anche il respiro a volte si placa, lasciando quel vuoto bianco chiamato silenzio in quel tacito mare che non conosce quiete totale, perché la vita non è mai del tutto quieta.

#PensieriAstratti