Danza dei ricordi 

Vagando per le strade del quartiere in cui vivo mi accorgo che molte cose non sono cambiate nonostante gli anni che inesorabilmente volano. In una strada posso ancora scorgere la stessa persona che calcia un pallone sullo stesso muro, e se non fosse per i suoi capelli grigi potrei quasi credere che il tempo non sia affatto trascorso. In alcuni punti delle strade posso addirittura scorgere le stesse crepe nell’asfalto che mi hanno vista crescere e a cui io affidavo spesso i miei pensieri e le mie speranze da bimba. Strano come a volte in certi piccoli dettagli riesco a percepire addirittura i ragionamenti che facevo e che ora suonano quasi come sciocchezze di un tempo infondato. A volte i ricordi sono così nitidi che sembra quasi di poterli toccare con mano, loro sono così fragili e densi che potrebbero apparire addirittura animati da una vibrante emozione che io sento rimbombare nel cuore, come un eco di quello che ero e che forse ancora un po’ sono. Si dice che crescendo la vita spesso muti le persone, ma io penso che infondo il tempo può cambiare tante cose ma che sostanzialmente le idee ed i pensieri sono più forti degli anni che scorrono. Forse per fuggire ai giorni si camuffano un po’, giocano a nascondino con la vita affinché anch’essa possa apparire più interessante e lieve, anche se non sempre i ricordi smuovono dolci pensieri. Ed intanto che vago scorgendo tante cose che avevo posato inconsciamente in un angolo, lascio per le stesse strade altri pensieri, semplicemente più nuovi di quelli che mi hanno teso la mano e a cui oggi, con un sorriso, ho accettato di lasciarmi guidare, in quella danza maestosa di quei momenti trascorsi, quelli di una me mora dai capelli troppo lunghi, che parlava poco e con vergogna, che si faceva coraggio soltanto arricciando una ciocca di capelli tra le dita per la rabbia della maestra d’asilo, quella che poteva avere tante cose da domandare ma che poi preferiva sempre stare ad ascoltare, che si preparava a salutare l’estate osservando il colore delle bacche sulla siepe e che respirava a pieni polmoni l’aria dell’autunno che tanto amava, nello stesso modo in cui si scopre a fare ora, osservando come anche il profumo di legna e di foglie non sia poi tanto cambiato, perché ci sono cose che la vita aggiunge e sottrae nel cammino, ma certe sfumature se si colgono non ci lasceranno mai…❤️#PensieriAstratti