Dalle delusioni

A volte le scuse arrivano troppo tardi, quando ormai si ha dimenticato addirittura il motivo degli addii. Sarà che a volte si fa di tutto per salvare qualcosa che infondo non aveva nessun motivo per essere salvato, o che a volte si sta così male in determinate situazioni al punto che una volta superata una situazione la si archivia così bene da accantonarla completamente li, in quell’angolo così remoto del cuore in bilico tra il ricordo e l’annientamento del suo dolore…ed è strano come spesso da questa cattiveria ed indifferenza ricevuta se ne esca più sensibili e amorevoli di prima, come se il desiderio più grande di ciascuno di noi sia di non far mai provare una situazione simile ad altri…perché quando una cosa la si ha vissuta in prima persona la si subisce al punto da volerla sconfiggere del tutto con il suo esatto opposto…ed allora a volte mi chiedo come mai ci si debba pentire di alcuni incontri fatti nel passato se sono serviti per comprendere un pò di più cosa significa stare male e di conseguenza sapere come alleviare lo stesso sentimento negli altri…sì perché infondo forse è stato giusto così…perché forse è soltanto chi ha ricevuto delusioni che capisce esattamente come si trova chi le delusioni le sta vivendo…così come soltanto chi ha il cuore fatto a pezzi e ricucito molte volte ormai sa come fare per riassemblare con l’ago della bontà e il filo dell’affetto quei cuori tristi che attendono di essere riparati…è un pò come quando da piccoli si cadeva con i roller ai piedi, si scivolava, ci si sbucciava le ginocchia ma ci si rialzava e con più coraggio di prima e lo stesso entusiasmo che c’era prima della caduta si riprendeva a pattinare, incuranti delle cadute che sarebbero riaccadute di li a poco, senza mai voltarsi troppo indietro per non diventare fragili ma soltanto accarezzando i lividi con delicatezza, lo stretto necessario per non dimenticare mai che la cautela nella vita è importante tanto quando l’amore e la passione che bisogna mettere in tutto quanto…perché la vita così come gli avvenimenti che lei crea sono per le persone coraggiose, per quelle che cadono e si rialzano più forti di prima…magari più fragili e provati dagli eventi, ma pur sempre e in qualche modo in piedi…osservando quanto è bello il sole e la pioggia, quanto è bello respirare a pieni polmoni nonostante tutto…nonostante tutti…❤️

Quello che siamo

Nella vita si possono scegliere tante cose, tipo la strada da prendere ad un bivio, i colori degli abiti da indossare, il profumo da spruzzarsi sulla pelle e l’umore con cui uscire di casa la mattina. Poi ci sono cose che invece ci scelgono durante la nostra esistenza, senza che noi facciamo chissà cosa per essere scelti. Come le persone che incontriamo per la strada e magari proprio a quel bivio in cui dobbiamo scegliere, le commesse al negozio in cui abbiamo comprato i vestiti di quel colore che indossiamo o quelle della profumeria in cui abbiamo acquistato la fragranza che abbiamo sulla pelle…ma nella profondità dei sentimenti che ciascuno di noi ha dentro ci sono scelte che accadono per volere del nostro cuore, come quelle amicizie che per un caso semplice si ha scelto per la vita, quei colori che ci appartengono da sempre per le emozioni che sanno suscitare dentro di noi…o come ogni piccolo dettaglio che ogni giorno ci spinge un pò più in la col pensiero…sfiorando corde della nostra esistenza che soltanto con la limpidezza degli occhi di chi ha voglia di vedere oltre le apparenze si possono toccare, sentendone addirittura ogni piccola vibrazione…come soltanto l’esistere sa fare…perché infondo ognuno di noi è come una corda di quell’arpa così ricca di tonalità delicate ed acute, di intrecci di onde sonore così differenti ma così legate tra loro al punto che basta che ne manchi una per cambiare completamente una composizione, come il copione di un attore in cui basta togliere alcune battute per stravolgere tutto il filo logico del suo monologo…o come un quadro a cui manca un colore per cambiare completamente il sentimento del suo spettatore…perché infondo la vita per essere compresa va divorata tutta assieme, senza tralasciare nessuna parte, nemmeno quelle che fanno troppo male e paura e che per nostra natura tendiamo ad evitare…perché infondo è così, nella vita si possono scegliere tante cose…ma è soltanto nell’insieme di quelle che sono le nostre scelte e le nostre casualità che siamo quello che siamo e quello che saremo…l’importante è non avere paura e pensare che infondo per ogni giorno di pioggia battente ci sono altri giorni di sole cocente pronti a scaldare il cuore anche quando sente freddo…❤️

Ricordi d’infanzia

Nel vento c’è un profumo di campi secchi dal sole che il giorno ha scaldato per ore, il buio della sera ha messo a dormire tutti i colori dei fiori ormai sbocciati ed il vento fa danzare le foglie sui rami producendo un suono rilassante che accompagna con armonia tutto il panorama attorno. Ed io sto seduta con le gambe incrociate, respirando a pieni polmoni quest’aria che mi riporta a quando da piccola, con le stesse gambe incrociate stavo in cerchio con gli amici e reggevo una torcia elettrica mentre mi inventavo una storia da brivido, aspettando di passare all’amico vicino la torcia per ascoltare la sua storia tenebrosa…mentre la notte arrivava e dalle finestre ci chiamavano per tornare a casa, un pò spaventati dai racconti tetri, al punto che anche la nostra ombra proiettata dai lampioni bastava per farci accelerare il passo, delusi perché la notte era arrivata e ci toccava tornare a dormire, sperando che nei sogni i racconti non prendessero vita…che lontane quelle serate…quando bastava poco per dare alla fantasia lo spazio che richiedeva…i vicini di casa ormai trentasettenni come mio cugino hanno preso la loro strada, come me del resto, la più piccola tra tutti e l’unica femmina del gruppo. Chissà se anche a loro i profumi della sera ricordano mai questi momenti, o forse dove si trovano loro adesso sia difficile ricordarli…intanto la notte si avvicina, i lampioni non fanno più paura, e quei ricordi si preparano ad andare a dormire nel cuore, da dove forse un altro giorno torneranno a farsi ricordare ancora ❤️

Quello che penso

Ci si dovrebbe comportare bene sempre semplicemente perché nel tempo gli atteggiamenti buoni rimangono con noi. Bisognerebbe imparare ad accantonare il cellulare a volte per dedicare il nostro tempo a chi ha scelto di dedicarci un pò della sua vita. Bisognerebbe imparare ad essere gelosi delle ore che passano, perché così facendo si troverebbe sempre qualcosa da fare per non gettare nemmeno un secondo che l’orologio segna per ogni giornata. Ci si dovrebbe svegliare all’alba con negli occhi la curiosità di sapere cosa il nuovo giorno ha in serbo per noi e bisognerebbe chiudere gli occhi la sera soltanto dopo aver trovato almeno un pensiero buono accaduto nella giornata giunta al termine, perché così facendo si potrà riposare con la serenità di chi è consapevole che qualcosa di buono è accaduto come ieri…bisognerebbe sempre avere fame di vita positiva, perché soltanto portando dentro di noi positività possiamo trasmetterla a chi ha bisogno di un appiglio per tornare a stare bene…per dare un senso alle cose, per dare un senso alle persone…per rendere sempre più ricco un cuore bisognoso di momenti felici e di battiti suscitati dalle emozioni…quelle vere che rimangono lì, nel centro del nostro cuore…tra il sogno e la realtà di un’esistenza ricca di colori…❤️

Andate e ritorni 

E mentre i binari che ti stanno riportando nella direzione verso casa scorrono il pensiero scivola verso quell’ormai lontano giorno in cui sei partita, verso quella grande città che è collegata dagli stessi binari che ora stanno sotto di te… solo ieri era martedì ed invece è già sabato, si dice che il tempo vola quando la compagnia è buona, quando la meta è quella giusta e quando chi ti aspetta ti fa sentire a casa. Ed il tempo trascorso è tempo ben speso quando ti lascia nel cuore cose belle, quando l’orologio scandisce le ore e tu nemmeno ci fai caso…quando ogni giorno è una domenica anche se non è un giorno festivo…sono giornate da ricordare, quelle che servono per vivere di più, quelle che ti mancano già poco dopo che sono finite e che spesso non credi di aver terminato fino al momento in cui ti trovi a ripartire e vivi lo stesso viaggio al rovescio…gli arrivederci e gli a presto hanno quel sentore di malinconia che si mescola con la speranza che quella distanza non duri poi molto…perché infondo ci vuole una fine per un altro inizio, così come ci vuole un inizio per un nuovo finale…e le distanze sono solo psicologiche quando le persone le si portano nel cuore, per il tempo che verrà, quando questi binari torneranno ad essere presi nuovamente nel senso contrario…❤️

Frammenti di me #8

A volte mi succede di confrontarmi così per casualità con l’infanzia di oggi e quella che ho vissuto io. E capiamoci, non è che accade perché si vuole fare un paragone per rendere migliore un tipo di atteggiamento piuttosto che un altro, accade semplicemente perché avviene in modo naturale, forse perché quando un’epoca la si ha già vissuta in confronto diventa naturale…e così facendo mi rendo conto di essere esattamente nella stessa posizione in cui si trovavano i miei genitori quando ero piccola, quando mi guardavano e mi dicevano che loro alla mia età bambina non avevano determinate cose. Ed è così per tutte le generazioni che si confrontano se ci si ferma a pensare un attimo di più. Perché ogni epoca perde qualcosa e ne acquista un altra…la mia infanzia ad esempio apparteneva ancora a quella in cui si passavano ore ed ore in giardino a giocare, quella in cui si usciva con i vestiti puliti e si rientrava con delle macchie nonostante si facesse parte di quella categoria di bambini che cercavano di stare attenti (figuriamoci gli amici che non badavano come rientravano a casa). Nella mia infanzia si facevano le gare a chi aveva più sbucciature sulle ginocchia, e il sabato come oggi era il giorno in cui ci si confrontava e chi aveva la crosta più grossa sulle gambe vinceva una caramella o una zolletta di cioccolato più una merendina. Ricordo ancora che un sabato mi presentai con un ginocchio completamente sbucciato, mi ero procurata la ferita cadendo da un albero dove mi ero arrampicata per staccare dei fichi, sbagliai ramo nella discesa e il ginocchio scivolò sul tronco ed il risultato fu una crosta così grossa e spessa che mi fece vincere un pacchetto di caramelle, un zolletta di cioccolato e il soldino, la famosa merendina di cioccolato con una monetina di cacao in centro che io staccavo e mangiavo sempre per ultima. Un altro gioco molto popolare era quello del salto delle cavallette, dove ogni giocatore doveva acchiappare una cavalletta in giardino e farla saltare oltre una linea che veniva marcata dal gruppo con un gesso sull’asfalto. Poi c’era la caccia al ladro con i fucili in cui si inserivano le bacche della siepe e che quando colpivano lasciavano una macchia vistosa sulla maglietta che ovviamente era riservata apposta per questo gioco, le pedalate tra i campi di grano per la rabbia dei contadini…cose così. Poi invece mi capita di vedere scene che nella mia epoca si vedevano realmente poco, e che se si vedevano era soprattutto da parte dei bambini più villani del paese. Sì perché una volta quando si riceveva un regalo si diceva grazie e anche se il regalo non era quello che si desiderava lo si accoglieva con una certa gioia, perché l’idea era che il regalo era sempre un dono che non essendo un obbligo non si doveva denigrare mai. Che poi si sa, a caval donato non si guarda in bocca. Invece a volte oggi mi accade di notare dei capricci per qualcosa che non piace e mi si spezza letteralmente il cuore, ma non per il capriccio di per sè, ma perché mi immedesimo nella persona che si sente dispiaciuta per non aver azzeccato il regalo. E così mi rendo conto che anche da bambina provavo la stessa sensazione, sì perché la sento particolarmente famigliare, da piccola avevo paura di ricevere un regalo, perché temevo sempre di non mostrarmi particolarmente felice bei confronti di chi aveva speso per me dei soldi privandosi di un suo sacrificio per me…e la stessa cosa mi capitava quando in occasione di qualcosa di speciale andavo con mamma e papà a comprare qualcosa che mi sarebbe piaciuto. Ero contenta, ma mai del tutto, perché venivo colpita dai sensi di colpa per il fatto che di giochi ne avevo tanti e mio padre lavorava tutti i giorni per me, mia mamma e mia sorella…quindi potevo anche fare a meno di un regalo e mi sentivo delusa di me all’epoca, ora che sono cresciuta direi che la sensazione che provavo era di banalità e vuotezza. Credo che sia stato per questo che molte volte guardavo dei giochi e li sognavo e basta senza esprimere mai il desiderio di averli, perché sapevo che i miei avrebbero fatto qualsiasi cosa pur di farmi contenta, ma il problema è che non lo ero io…perché la felicità era sempre a metà, ed i soldi potevano servire per altro. Crescendo con questa mentalità mi sono resa conto che per me ogni regalo ricevuto non è un semplice dono, ma è visto come un atto di privazione da parte di chi lo fa il regalo, e credo che sia questo ad emozionarmi più di tutto quanto, più dell’oggetto materiale che si ha tra le mani…è il significato che dentro di me è sempre suonato un pò come: “tieni, con quello che ho potuto ti ho fatto questo dono, e spero che ti piaccia, perché se così fosse saresti felice tu ed anche io che te l’ho regalato. Mi sono privata di qualcosa che avrei potuto spendere diversamente lo so, ma se ti ha reso felice anche solo per un istante saranno stati soldi spesi bene.”Ecco perché non mi piacciono i capricci, non ho mai chiesto cose futili ai miei da bambina…e non è essere meglio di altre persone, credo che questo atteggiamento mi sia stato trasmesso involontariamente dai miei famigliari, che fin da piccola non mi hanno mai nascosto quanto costasse la vita, che era sbagliato sprecare e desiderare quello che già si possedeva in una forma diversa. Forse perché alcune cose un bambino le sente senza bisogno di tante spiegazioni o di parole complicate, basta metterci il cuore, e tante cose acquistano un valore e un punto di vista nuovo per poter guardare.

Quadro di tempo

Davanti a sè una parete tutta nera, tra le mani una manciata di pennelli e per terra barattoli di latta con tanti colori differenti. A ciascun colore corrispondeva una sensazione, per ogni pennello di diversa dimensione c’era una forma che prendeva vita su quel nero così anonimo ed indifferente. Ad ogni forma corrispondeva un colore ben preciso. I disegni erano tutti nella sua testa, aspettavano soltanto che le sue mani dessero loro una reale dimensione in quello spazio. Ci vollero mesi affinché tutto lo spazio potesse far morire quel nero così cupo, ma ci riuscì…perché la forza di volontà alla fine vince sempre su tutto, vince sulle paure, sulle insicurezze e sulle preoccupazioni…ognuno poteva legarsi ad uno di quei disegni, o a più di uno…ma era solo nell’insieme del tutto che si potevano comprendere fino in fondo le profondità sfiorate della mente di colui che gli diede vita…sì, perché ogni segno, ogni colore, ogni spazio era una forma di coraggio…quel coraggio di mostrarsi al mondo per quello che si è, senza congetture e prefazioni varie…come la vita…tutto capita così, in un momento, talvolta senza un motivo vero e proprio…ma accade, e si può essere forti, si può essere pronti alle cose, come no…ma tutto questo sentimento non permetterà alla vita di fare il suo corso…supererà sempre tutto e proseguirà lo stesso…e forse siamo noi che dovremmo imparare da lei, a non fermarci mai, ad essere più forti del tempo e delle cose che accadono…rimanendo sempre gli autentici che eravamo da piccoli, quando nella nostra ingenuità eravamo meravigliosamente e dannatamente noi…sempre…❤️#PensieriAstratti 

Domande spiazzanti

Strano come a spiazzare a volte siano le domande più banali che ci possano fare. Sì perché infondo ciascuno di noi ha le proprie idee, i propri princìpi, i suoi ideali sulla quale spesso cerca di basare la struttura principale della propria vita. Ed intanto che lo fa non pensa a tutto quell’insieme di piccole e semplici domande che qualcuno gli potrebbe fare. Tipo: “ma tu cosa sei?”, “come mai fai così?”o “cosa ne pensi di te?”…domande che suonano così banali da sembrare che la risposta sia proprio li, sulla punta della lingua, in bilico come un campione di nuoto che si appresta al tuffo sul trampolino di lancio, ma non è così facile rispondere. Sono le domande più semplici quelle che racchiudono le sfaccettature più grandi nella loro forma di pensiero, nella loro semplicità conquistano e toccano il nostro cuore al punto da non trovare subito le parole più giuste per descrivere tutto quell’universo che abbiamo dentro, quello che siamo, che vogliamo e che cerchiamo di fare di noi…#PensieriDellaSera

Coraggio 

Ci vuole coraggio a dire sempre le cose con sincerità, ci vuole coraggio a vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, e ci vuole coraggio a mostrarsi per quello che si è e basta, anche se quello che si è a volte non vale niente. Ci vuole coraggio a correre il rischio di essere lasciati in un angolo quando la sincerità mostra una forma di pensiero diversa da quella degli altri e ci vuole coraggio a sopportare le conseguenze di ogni gesto. Ci vuole coraggio a portare avanti le proprie idee così come ce ne vuole tanto di coraggio ad abbandonarle per scegliere strade completamente differenti. Ci vuole coraggio a mettersi a nudo dentro, perché a spogliarsi sono capaci tutti, ma è quando ad essere nuda è l’anima che tutto il coraggio può crollare in un momento. Ci vuole coraggio ad essere fragili in una vita in cui un grido di disperazione, anche se il più acuto, viene sentito spesso più da un sordo che dalla gente che sta bene. Ci vuole coraggio a non uniformarsi alla massa, a dire “no” quando qualcosa va contro i nostri princìpi, o a dire “sì” quando qualcuno ci chiede se ci saremo per sempre per loro. Così come ci vuole coraggio a mantenere le promesse, a credere che il domani sarà meglio di ieri e ad accettare noi stessi per quello che siamo con i nostri difetti. Ci vuole coraggio ad amare qualcuno davvero, ad odiare qualcuno o qualcosa per un torto subìto o per qualsiasi altro motivo. Ma infondo se ci si ferma un attimo a pensare si cammina ogni giorno tra un progetto ed un impegno, tra un idea ed un appuntamento, inconsapevoli che la vita fa di noi ciò che vuole, senza chiederci il permesso di scombussolare all’occorrenza tutti i nostri piani. Facendoci ignorare che ogni giorno è un’incognita per noi, illudendoci di essere noi ad avere il comando di questa nostra forte ma fragile vita. Così tutto cambia, le prospettive cambiano. Facendoci rendere conto che infondo ogni attimo che abbiamo vissuto finora non era solo tempo, ma esso stesso era ogni volta un minuscolo frammento di questo nostro coraggio. #PensieriDellaSera

#PensieriAstratti 

Frammenti di mimosa

E prima di andare a dormire ti metti a guardare alcuni dei diari di scuola, quelli in cui c’erano già delle parole buttate qua e la tra un compito e l’altro che ti annotavi. D’un tratto l’occhio ti cade su un piccolissimo frammento di mimosa che per la paura di perderla hai attaccato per bene alla pagina, così sigillata che ancora si possono notare i colori che un tempo erano decisamente più vivi…e ricordi il volto di quel ragazzino che te l’aveva regalata. Tenero quel ricordo, io ne ero contenta all’epoca ed ancora se ci penso mi scappa un sorriso, non era niente di speciale, non significava nulla di particolare, ma era un bel gesto ed io i bei gesti li custodisco gelosamente nel cuore perché mi fanno stare bene. Ora quel ragazzino è sposato ed ha anche dei figli, non so quanti e con chi, ma la cosa mi rende felicemente serena, mi piace pensare che adesso anche alla moglie regali dei fiori, che insegni ai suoi figli a regalare una semplice margherita raccolta nel prato ad una ragazzina, affinché la vecchia ma sana galanteria non smetta mai di esistere, perché a volte ci vuole poco per fare la differenza…e i piccoli gesti infondo li portiamo con noi nella vita se sono gentili e dettati dal cuore…è tutta una questione di emozione, una questione di sensazione…una questione di sentimento…sono queste le cose che si distinguono nel mondo e che nel loro piccolo fanno il possibile per renderlo diverso…più bello…più dolce…#PensieriDellaSera