Quello che aveva 

Aveva nel cuore tutte quelle emozioni che la vita le aveva mostrato. Per ogni battito più accelerato c’era un ricordo pronto ad affiorare in superficie…ed aveva anche l’animo logorato da tante cicatrici, quelle che la tormentavano la notte, quando i sogni sembravano così reali da sembrare vivi nel suo animo e nella sua esistenza…forse perché un tempo le ferite le appartenevano, sanguinavano davvero…Aveva dentro gli occhi quella luce che soltanto chi ne ha viste davvero tante può avere, una luccicanza che solo gli animi fragili ma pronti a lottare per la vita possiedono…

Aveva sul viso il sorriso più bello di tutti, quello che appartiene a chi quella vita la morsa per restare ancora, nonostante tutto sembrasse remare contro, per renderla fragile, per farla cadere come le foglie nel vento in autunno…

Ed aveva un profumo che solo chi la vita la sa vivere può sentire…come di fiori appena sbocciati, come il mare al mattino presto…il profumo di libertà e di spazi aperti…dove la natura può fare le sue danze migliori prima che la quotidianità prenda il sopravvento…come sempre, su tutto…

Pioggia

Piove, le strade sono vuote stamattina. Qualcuno sfida l’acqua con la sua auto e nemmeno se ne cura dell’acqua che cade dal cielo. Alcune gocce cadono nel fiume, altre, quelle meno fortunate, cadono sull’asfalto e li muoiono nell’indifferenza della gente che freneticamente sfreccia in macchina temendo il ritardo per colpa del traffico. Strano però come anche nel cielo ci siano posizioni di privilegio che danno alla pioggia l’opportunità di salvarsi o di evaporare nel vento…dipende dalla nuvola in cui si è nati, dipende da dove questa sorvola nel momento in cui il comando è di svuotare i propri serbatoi…perché ci sono nuvole e nuvole, ci sono cieli e cieli…chissà se le gocce che si salvano sorridono mentre inconsapevolmente da semplici goccioline diventano fiume, che poi a fine corsa diventerà mare…e forse, le stesse che abbiamo visto cadere dal cielo le prenderemo in mano quando in primavera osservando sulla riva del fiume i primi fiori, sfioreremo l’acqua corrente con le mani…o ci chineremo a raccogliere una conchiglia nel mare, quando il sole d’agosto ci scalderà il cuore.

Per un istante di loro

Esistono svariati istanti nella vita di ciascuno di noi, forse perché se ci si ferma un attimo a pensare, tutta la nostra vita non è che un insieme di più istanti che uniti tra loro danno forma a quello che siamo, a quello che eravamo e a quello che saremo. Alcuni di questi istanti hanno dentro di loro la magia di quel momento quasi casuale in cui scegli per curiosità di cercare se esiste un gruppo social dedicato ad un attore giovane che per una volta alla settimana almeno ti riesce a strappare un sorriso, anche se per una breve stagione, facendoti scordare per un attimo tutti quei grattacapi che troppe volte ti avvelenano le giornate ordinarie. Così ti ritagli un attimo di tempo e cerchi. Trovi una pagina, poi quella dei fan e chiedi di farne parte, e chissà cosa può accadere dal seguire una pagina Facebook. Nel giro di poco ti accorgi che c’è veramente dell’affiatamento tra le amministratrici del gruppo e ti piace che sia così, forse perché anche non conoscendo praticamente nessuna di loro, comprendere che esistano ancora dei legami d’amicizia veri e sinceri legati nonostante le distanze ti fa stare bene. Perché tu infondo sei una sentimentale che ti emozioni di nascosto per qualunque cosa abbia qualcosa di bello da trasmettere. Ed inizi così a pensare al fatto che forse anche lo stesso Michele è realmente una persona gentile come le sue amministratrici. Ma sarà il tempo a darti le risposte alle domande che la curiosità ti aveva fatto sorgere. Non ci vuole nemmeno tanto tempo come forse pensavi, perché da li a poco Martina Mecacci, una delle amministratrici tra le più attive del gruppo da le prime notizie, svelando un pò alla volta dell’esistenza di uno spettacolo teatrale che avrebbe avuto luogo a Roma nel periodo di febbraio. Era novembre, iniziai già a cercare delle promo per poter prenotare la gita romana, perché nonostante la tua riservatezza, a quello spettacolo ci saresti andata. Con l’arrivo della notizia delle date ufficiali sempre da parte di Martina e confermate da Cynthia, prenotasti il treno. Andata, ti dicevi. A fine febbraio si va a Roma! E a dicembre febbraio sembrava veramente così lontano…strano come passa il tempo delle volte, sembra voler scherzare con noi, correndo e andando lentamente a suo piacimento senza mai chiederci il permesso, ma meglio non dilungarsi troppo, altrimenti ne uscirebbe un altro racconto. Sta di fatto, che se febbraio sembrava lontano, oggi sono qui a scrivere di tutta quella magia che è già svanita da alcune ore…svanita da un punto di vista temporale, perché poi si sa che le belle cose rimangono nel cuore per sempre, o per lo meno fino a quando ne arriveranno altre che andranno ad aumentare le emozioni di questi ultimi ricordi…ho avuto realmente poco tempo per pensare al fatto che partivo per Roma, che finalmente avrei incontrato di persona Cynthia e Martina! Tra un logo, un catalogo, un sito ed una lista infinita di altre cose da preparare (valigia inclusa! Anche se sempre per ultima) arriva giovedì sera, il venerdì sarebbe stato l’inizio di un weekend che non avevo ancora in mente come sarebbe stato, ma mi piaceva sentirmi dentro la curiosità che stavo vivendo davvero. Arrivo a Roma, mi perdo, mi cercano in tre, perché oltre a Martina e Cynthia anche il marito di quest’ultima si preoccupa del mio arrivo in ritardo. Ma sono fatta così, se non mi fossi persa non sarei stata io, e tra una domanda ad un passante ed un altra ad un giornalaio arrivo a destinazione. Io, timida come non mai che cambio colore con la stessa rapidità conosciuta solo dai camaleonti, entro nell’ottica che stavo per vedere la prima teatrale in cui Michele era uno dei protagonisti. Era la prima volta che lo vedevo recitare dal vivo e mi è veramente piaciuto molto. La naturalezza con cui recitava il suo ruolo, le espressioni e la gestualità, tutto così ben fatto da saper abbracciare il pubblico al punto da sentirsi quasi come seduto in casa loro in un angolo ad osservare le storie di questi tre ragazzi che vivono con la loro personale sensibilità uno dei sentimenti più universali e nello stesso tempo emblematici a cui ciascuno di noi anche più volte nella sua vita ha dovuto affrontare. Ho così compreso che in quel momento non ero più solo una fan di Michele, ma di tutti e tre quegli attori giovani e bravi, che con estrema naturalezza hanno saputo scavare dentro di loro per trovare delle risposte alle loro domande, mentre la vita scorreva, perchè quella non si ferma ad aspettare nessun parere, nessun dubbio e nessuna critica lanciata. Sul palco hanno fatto così capolino dei sentimenti che facevano un duello tra loro, la gelosia si scontrava con l’orgoglio che alleatosi al senso del voler avere ragione creava un muro che soltanto attraverso un social sembrava lasciare un varco aperto, forse più una vana speranza, quella che non muore mai nemmeno quado ci sarebbero tutti i presupposti per lasciarla abbandonata al suo destino già scritto, ma che lascia sempre un dubbio inguaribile. La sicurezza in se stessi invece si trova a fare guerra ad un senso di novità, per qualcosa che non si ha mai provato prima ma che si sente nascere nel cuore, che spesso non ci lascia dormire perché alimentato da ciò che non si ha mai conosciuto, la paura trova il suo terreno fertile, dando vita alle incertezze e alle insicurezze. Poi invece c’è il senso di monotonia che fa a pugni con il desiderio di conferme che spesso suonano banali e scontate, soprattutto quando la mente ha già dentro la soluzione che vorrebbe venisse però presa da altri coinvolti in un amore ormai troppo spento, come morto. Scavando poi alle radici di tutti questi scontri però si arriva a delle origini che a volte riescono a condizionare le esistenze di chi da piccolo si trova ad essere grande. Sì perché infondo noi siamo anche il frutto delle piante da cui nasciamo, siamo noi ma con un pò di chi ci ha dato la vita o che ci ha cresciuto. E a volte, anche se vogliamo andare a cercare fortuna altrove, se vogliamo cambiare aria e vita, magari iniziando addirittura da zero, non significa che il nostro passato non venga con noi, così come non significa che cedere un pò alle nostre paure significa sempre sbagliare. L’orgoglio invece non porta da nessuna parte, brucia il prato ed i fiori in cui si posa, e per venirne veramente fuori tocca davvero uscire allo scoperto ed ammettere di aver sbagliato. Perché si sbaglia per imparare, si commettono errori per diventare migliori…e senza rendercene conto cresciamo un pò di più ogni volta. 
Sono scesa a Roma per vedere dal vivo Michele recitare, per vedere Cynthia e Martina. Poi ho scoperto anche altri attori eccezionali, come Marco e GianPiero, attori che recitano la loro parte mettendoci qualcosa di loro, dando vita a dei personaggi che sanno entrare in un ruolo difficile anche umanamente, ma strappando con delle battute i sorrisi del pubblico. E non deve essere affatto facile sfiorare alcuni argomenti talvolta delicati, riuscendo a mantenere comunque un filo umoristico che fa un pò da collante tra una vicenda e l’altra. Ed è bello vedere che anche dopo aver recitato restino comunque delle persone alla mano, gentili e disponibili col loro pubblico. Anche i registi, Alessandro ed Emanuela sono stati veramente capaci di dare a questo spettacolo teatrale il giusto tempo ad ogni situazione, inserendo musiche e parti serene che hanno saputo alleggerire tematiche che prese una alla volta sono realmente complesse e non sempre felici. Ed ogni sera era sempre speciale, perché la magia dell’attore è anche saper improvvisare quel piccolo dettaglio che sfugge, che la sera dopo anche se di poco cambia, un pò come le nuvole nel cielo, si scostano appena ma rendono unico il panorama ogni volta. E così ti fermi ad osservare il cielo per tre giorni di fila, perdi la cognizione del tempo e ti ritrovi alla stazione per il ritorno, e pensi alla sera, quando da casa tua a chilometri di distanza, ti troverai a scrivere di quello che hai visto, di come è stato magico il tempo trascorso…e ti rendi conto che il tempo ti ha fregata un’altra volta. Perché è già sera, e come a teatro si chiude il sipario, tu scrivi due righe o alcune di più…ringraziando tutti quanti per quello che ti hanno trasmesso, per la compagnia che ti hanno fatto..allora grazie Cynthia, grazie Martina, grazie Michele, grazie Marco, grazie GianPiero, grazie Alessandro, grazie Emanuela, grazie Anna. E grazie anche a Romano, il mio cicerone ormai del cuore. Se guarderò Roma con occhi diversi, cercando di immaginare come fosse quando io non ero ancora nemmeno un progetto, sarà soprattutto merito tuo, perché il più bel regalo è ricevere storie del passato da chi ha ancora tanta voglia di raccontarle…❤️

Lasciare andare 

Ti dicevano che eri una persona speciale e mentre lo dicevano ti lasciavano andare, senza mai fermarti, senza mai toccare il tuo cuore per davvero. E tu, come sempre te ne andavi, portandoti dentro i ricordi più belli di quei frammenti di attimi trascorsi in compagnia di chi di te non sapeva mai realmente che farsene…ma poi a volte tutto torna, un ricordo, un momento, una circostanza…tutto torna, come le ore dell’orologio, a volte anche le persone tornano da te. Arrivano in silenzio, mentre tu sei assorta nei tuoi pensieri, mentre tu sei affaccendata in tutt’altro e non te ne curi. Sì, stavolta non te ne curi tu…perché il tuo mondo è distante da quello che si era fermato ad un tempo ormai lontano, tu ti sei cucia da sola le ferite di quell’addio a volte detto a grande voce ed altre volte nemmeno pronunciato come se nulla fosse addirittura mai esistito…ed è così che ti accorgi di essere un rimpianto di molti, un qualcosa che il tempo ha fatto nascere in chi ormai per te è più leggero e trasparente dell’aria…e con un soffio di vento lentamente te ne vai per la tua strada, quella che ormai non appartiene più a chi ti ha persa, a chi ti ha compresa troppo tardi, a chi solo il tempo ha saputo scrivere la parola mancanza dipingendola come te in un tempo ormai sbagliato per entrambi.

Ascolta 

Esistono diversi modi per arrivare ad uno stesso fine. Essere certi di aver intrapreso il modo migliore tra tutti non è sinonimo di sicurezza, ma più di presunzione. Chi è troppo fiero di sè stesso il più delle volte finisce col non vedere più quali sbagli commette e così facendo finisce con l’arenarsi inconsapevolmente, stando a galla nella sua certezza inesistente ma che di suo già più che evidente. Infondo vive chi riesce a mettersi sempre in discussione, nonostante sia talvolta pesante convivere con una critica dietro l’altra generata da noi stessi per noi stessi. Ma soltanto il dubbio lascia spazio a nuove idee e a nuove prospettive, creando nuovi orizzonti che forse non darà solo nuovi insegnamenti ma che ci renderà spesso più forti nella nostra fragilità. Credo che mantenere una mentalità elastica serva per crescere, per non smettere di stupirci di tutte quelle cose che abbiamo ancora da imparare, che dobbiamo ancora ascoltare, comprendere ed assimilare. Ed è così che ci si rende conto che non si smette mai di crescere, e che nonostante passino gli anni, si diventa realmente grandi solo quando si riesce a dedicare a chi ci sta attorno un pò del nostro tempo, facendo spazio a quello che ognuno di loro ha da mostrare e da condividere con noi. Ogni giorno, per dare ad ogni momento una nuova opportunità per migliorare, magari sbagliare, ma in qualche modo cambiare un pò.

Aria di cambiamento 

A volte si cambiano i pareri così come i pensieri, talvolta si cambia perché è la vita a chiedercelo e altre semplicemente perché la vita ce lo fa capire nonostante non avessimo mai pensato di poter cambiare le nostre opinioni riguardo a qualcosa, riguardo a qualcuno o riguardo a noi stessi…semplicemente succede e basta. Non è una questione di coerenza o meno, è che quando ci si accorge di essere nel torto ad esempio sarebbe stupido continuare a farlo, se una situazione ci fa stare male ad esempio sarebbe sbagliato continuare a farsene per il solo intento di non volere ammettere che si vuole cambiare. 

Perché la vita è anche saper cambiare direzione quando se ne sente il bisogno, è saper andare lontano quando si sente che quel lontano ci appartiene di più…si cambia perché si vive, e come chi non vive muore, il cambiamento appartiene a chi dentro sente che ha un cuore che ancora vuole battere. 

Ed è così che si scopre che se fino a ieri tutto era diverso, da oggi il cambiamento ha dato vita a nuovi frutti, ha fatto nascere nuove conoscenze e ha fatto fiorire qualcosa che ancora non avevamo. 

Quante volte capita a ciascuno di noi di dire “chi l’avrebbe mai detto” pensando a tante cose…quante volte succede di frantumare con spiccata naturalezza parte di quelle certezze che ad un tratto vediamo vacillare con la stessa rapidità con cui prima erano solide realtà…perché tutto è nefasto quando si parla di sensazione, quando si parla di sentimento…e se alcuni legami col passare degli anni si consolidano, altrettanti si sgretolano come cristalli caduti da una mano debole…ci vuole coraggio per mettere in discussione tutto, per mettere noi stessi nel dubbio e alla ricerca di una convinzione, consapevoli che la stessa domani potrebbe cambiare totalmente o in buona parte, o magari restare tale per sempre…l’unica cosa certa in questa esistenza è che non si smette mai di imparare, non ci si finisce mai di stupire e non si smette mai di migliorare o peggiorare, dipende dai casi.

Quello che prediligo 

Alla fine sull’arroganza, la prepotenza e la superiorità vince sempre la gentilezza e l’educazione. Anche se a volte possono essere messe a dura prova. È un pò come i discorsi, ci sono quelli agguerriti in cui ogni interlocutore, partendo dal presupposto di avere ragione alza sempre più la voce al punto che non si comprende più nemmeno il filo logico da cui è partito, finendo così in un incongruente caos e nervoso…mentre i discorsi ragionevoli fatti da persone civili che parlano senza prevalere mai sugli altri, ma anzi ascoltano i pareri altrui, finiscono sempre per insegnare qualcosa, o quantomeno lasciano pareri comprensibili da chi ascolta…che poi diciamoci la verità, tutti che giocano a fare i duri dicendo una miriade di parolacce credendo di essere mitici per questo atteggiamento, mentre sappiamo benissimo che senza dire nemmeno una volgarità a volte si può ferire qualcuno nel profondo dicendo semplicemente una verità scomoda da sentire…ecco perché prediligo da sempre le buone maniere, perché sono dirette e sincere, perché non si lasciano conformare dalla massa e dalle maschere che la società spesso vorrebbe imporre…semplicemente perché credo che al giorno d’oggi la vera paura sta nell’incontrare persone vere e sincere…che non si abbassano a dire mai quello che il resto del mondo si aspetta di sentire, ma dice semplicemente ciò che pensa e che deve dire…perché infondo si vive una sola volta, e sarebbe vita sprecata se nascondessimo quello che siamo per piacere a tutti…meglio la gentilezza, l’educazione, il rispetto e la sacrosanta verità…sempre…

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Ricordi nel fiume 

Mi ritroverò nel vento freddo quando in silenzio camminerò a testa bassa, dove starò attenta a non calpestare nemmeno un insetto che cammina sotto di me…e mi riconoscerò nelle rive del fiume, negli stessi angoli in cui fin da tempi ormai troppo lontani, mi fermavo a riflettere e a scrivere in silenzio…e mi ricorderò di me com’ero una volta stando con il il volto riflesso nell’acqua…e poserò come un tempo la mia mano sul tuo letto, come a farti una carezza ancora una volta, finendo per non sentirmi più sola, quando la mia mano bagnata stringerà la tua così trasparente ma forte da spostare una canoa che scorgo distante nella tua riva opposta…

La ruota della vita

Si impara a non cadere cadendo, si impara che le fiamme fanno male quando la nostra pelle si scotta, si comprendono gli errori sbagliando…ed è una ruota che gira nel giusto modo da sempre, perché è quello che proviamo su di noi che ci distingue e ci fa crescere. Ed è strano se ci si ferma a pensare un attimo, ma nonostante le raccomandazioni di chi prima di noi in alcuni sbagli c’è già caduto, noi dobbiamo cascarci di nostro, per poi poter confermare tutto quello che ci era stato raccontato…ma dicono che è così che si cresce, ed è così che si cambiano le idee, che i pensieri prendono forme ed inclinazioni differenti…è un pò come quando nella vita accade qualcosa di molto triste, ci si focalizza così tanto sul piccolo barlume di serenità che si possa ancora trovare, da finire col vivere soltanto per quello…e senza nemmeno renderci conto, finiamo col desiderare sempre che tutti stiano bene, forse per evitare che qualcun’altro possa provare quello che ci ha fatto stare male, o forse perché vedere le persone stare bene fa star bene anche noi e di quella sensazione ne abbiamo continuamente bisogno…è un pò come un dare e ricevere…o come un perdere per ritrovare…che strano tutto quanto visto da questa prospettiva…con un dubbio si mette in discussione ogni cosa, ma basta una certezza a placare ogni dubbio…ed una certezza esiste, che il bene non porta altro che bene, sempre…

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