Notte d’estate

Il fresco della notte dopo un giorno di sole ha sempre avuto quel fascino un po’ magico nella mia mente.Seduta dall’alto di un ponte si possono vedere le luci correre, come biglie infuocate attraverso strade quasi impercettibili.

Intanto, le foglie di un albero alle mie spalle producono un suono dolce e continuo che riesce a trasmettere un senso di infinita tranquillità. E mentre torno ad osservare il paese luminescente, mi immagino le persone che vivono la dove io osservo con così tanta attenzione.

Chissà se qualcuno da la starà facendo la stessa cosa, chissà se qualcuno laggiù ha avuto il mio pensiero mentre io guardo.

Ogni anno ritorno qui, nello stesso posto, lo stesso giorno, e più passa il tempo più mi rendo conto che il panorama può anche restare invariato nel tempo, ma è sorprendente come tutto assume un aspetto diverso con i cambiamenti della nostra vita…

Così, mentre cerco di trovare le differenze con il tempo trascorso, mi trovo a risvegliare ricordi agrodolci che avevo talvolta messo in un angolo per scelta, e talvolta se ne erano andati spontaneamente senza il mio permesso. E ad ogni ricordo sento il cuore battere ad un ritmo diverso, come ad accelerare e a rallentare ogni sfumatura di emozione che il pensiero sfiora…come il tocco di una mano su una mano tremante, talvolta invece come il soffio di un battito d’ali di un passero solitario…le emozioni che non ci lasciano, le sensazioni che riecheggiano in noi come amplificatori alzati al massimo…perché ogni frammento di essi siamo noi…che ci ritroviamo perché infondo non ci siamo lasciati mai…

Giudicare

La gente può giudicare, la gente può dire di te ciò che vuole. La gente può convincere gli altri a vederti come ti vede lei, solo per paura che tu avvicinandoti possa ascoltare un opinione che fa paura a chi ti giudica negativamente. La gente senza carattere ascolta, crede alle parole di chi giudica e non cerca di valutare con la propria testa mettendo in dubbio ogni parola che ha sentito dire su di te. Semplicemente si allontana, bruciandosi quell’ultima possibilità che aveva di conoscerti per quello che sei…preferendo i dubbi alla certezza, preferendo le parole cattive alla realtà che vive in te, che stai nel tuo silenzio trasportata dal cuore che ti suggerisce come agire in ogni situazione…facendoti apparire a volte strana, a volte lontana…altre distante da tutto e da tutti…facendoti sentire immensamente te…

Spiazzi di sensazioni 

A volte accade di perdersi tra i ricordi più dolci di un passato che sembra eterno.Alimentato dalle memorie frammentate del nostro cuore viviamo i giorni nostri con un pizzico di quel ieri che ci da la forza di guardare al domani con un po’ di serenità.

Così, senza nemmeno rendercene conto arriva la sera, e rapidissimamente come un battito di ciglia scopriamo di esistere, dalla nostra ombra proiettata dal lampione, dal nostro riflesso davanti a una vetrina del centro o mentre osserviamo il fiume scorrere.

Siamo vivi perché portiamo con noi quei sentimenti che abbiamo coltivato crescendo, perché percepiamo quei sensi e quelle emozioni che a volte ci abbattono fino allo stremo mentre a volte ci spingono più in la di quanto avremmo mai immaginato.

Si vive per scoprire il disegno della nostra vita, per poter guardare quell’ultimo giorno che sarà il quadro completo e poter dire: “però, tra tanti dipinti questo è il più bello di tutti”

A mio padre 

E scende la sera.La frescura dopo il calore del sole lascia spazio alla mente di respirare aria nuova.

Eppure, nonostante la vita cambi le cose e di conseguenza i nostri pensieri, è strano come i profumi restino inalterati nel tempo.

Così, seduta sola su quella poltroncina che un tempo condividevi con l’unico uomo che hai amato dal primo giorno di vita, ti ritrovi a chiedere al tuo cuore cosa ti direbbe lui adesso…tra i profumi di campo che respiravamo assieme…tra quel firmamento che ammiravamo con i nostri occhi e che ci faceva pensare al domani con fiducia e serenità…e mentre tutto questo lo scrivo, dentro di me tu sai che l’amore che ci lega non finirà mai…ti voglio bene papà…

Impari 

Impari ad ammirare la nobiltà di un piccolo gesto quando ti accorgi che è nelle piccole cose che si rifugia un cuore realmente buono, impari ad apprezzare la semplicità di uno sguardo sereno quando riesci a cogliere tutte le ombre che quello sguardo si è visto passare davanti…impari di più dal silenzio fatto di piccoli gesti che non da una marea di voci assordanti che con parole incantano ma con gli occhi chiusi che nascondono la verità che spesso le parole non dicono. 

Luce nella via 

Silenzio. Buio per le strade di un borgo che sta per andare a dormire.

La notte fa da padrona in quella quiete quasi innaturale. Sul ciottolato solo il passo di un uomo vestito ancora da lavoro che tiene in una mano un bastone incandescente, fa alcuni passi e mentalmente li conta. 

Uno,due,tre,quattro,cinque,sei,sette,otto,nove,dieci e si ferma.

Ad ogni fermata si leva un leggero sentore di legno bruciato, come di candela rovente…poi,a seguire un rumore metallico, come un cigolìo di un ingranaggio che reduce da anni di acqua si è corroso al punto da lamentarsi ogni volta che viene mosso.

Come se un bimbo giocasse sull’altalena nel parco, ma facendo un solo giro interrotto da dieci passi per poi ricominciare…

Ancora pochi lampioni e anche per quella sera il suo lavoro sarà finito, l’ultima ombra lo accompagna nel ritorno per la via di casa. 

Chi farà più luce nella notte tra la luna e i lampioni? La sfida avrà luogo ogni sera, il vento ci prova a volte a tentare di spegnere un pò di quel lavoro svolto dal signore della notte…intanto nei suoi pensieri, con il suo bastone e il profumo di legni accesi, se ne va per la sua strada…aspettando il domani che non tarderà ad arrivare…

#QuadroDiNadir

#PensieriLiberi

Dentro il cuore 

Guarda le tue mani. Conta ogni segno che indossano, i graffi, le cicatrici…ognuna rappresenta un momento della tua vita.Ciascuna di loro è qualcosa di te che ti racconta nel silenzio. 

La nostra storia è visibile nei nostri occhi, palpabile sulle nostre mani e percepibile cuore a cuore, e quest’ultimo è un luogo accessibile solo da poche persone.

Si conoscono tante persone, o per lo meno si pensa di conoscerne tante. A volte ci illudiamo di essere riusciti a guardare negli occhi le persone, ma guardiamo la luce che hanno dentro l’iride solo se loro ce lo permettono realmente, e così facendo ci troveremo con le loro mani nelle nostre con stupore…e forse, a quel punto potremo illuderci anche di sfiorarne il cuore…

Battito di cuore

Tum tum tum batteva il cuore. Ogni giorno, ogni ora e ogni secondo in più che si avvicinava il momento del debutto succedeva così.

Tum tum tum batteva il cuore. 

Sempre più forte del giorno prima, sempre più prepotentemente faceva sentire che era vivo in quel petto e voleva farlo sapere al mondo intero. 

Tum tum tum batteva il cuore. 

Arrivò il momento. Era tutto pronto, perfetto. 

Il palco era immenso ma anche se elevati rispetto al prato, rispetto a tutto attorno, si sentiva piccolo li in mezzo. 

Tum tum tum batteva il cuore. 

Il sole era ancora caldo, si preparava a lasciare spazio al buio della sera, sembrava quasi non voler andare via per osservare lo show. Era tutto perfetto. 

Gli strumenti erano a posto, brillavano come se fossero appena usciti da un negozio. Tra poco il sudore li avrebbe sporcati tutti, di quello sporco che sa di emozione, quello che ritrovi il giorno dopo e ti rievoca tutto quello che hai provato, tutto quello che hai temuto per molto tempo durante tutte le prove che hai fatto per arrivare dove sei.

Tum tum tum batteva il cuore. 

Il buio arriva, la folla riempie ogni spazio disponibile. Il palco si accende. 

È il momento di iniziare. È il momento di mostrare ad ogni singola persona li sotto o la in alto che cosa sai fare. Che cosa il tempo ha dato modo di preparare e per cosa è valsa la pena mettersi in viaggio anche da lontano per venire ad ascoltare, per venire a passare una sera dando a te la fiducia che tanto è stata replicata in questi tempi. 

Tum tum tum batteva il cuore.

Ad ogni nota, ad ogni brano l’emozione si amplifica…a qualcuno certe note susciteranno sensazioni forse remote di un tempo lontano, sentimenti che si faranno strada tra ricordi che per un attimo, il tempo di una canzone, torneranno a vivere come quando la vita a loro apparteneva davvero…e forse scapperà qualche lacrima, a qualcuno alla quale il ricordo pungerà con prepotenza quel cuore che ascolta.

Tum tum tum il cuore batte. Sempre più forte. 

Intanto suoni. Per chi dal cielo ti ascolta da un posto privilegiato chiamato paradiso. Dove con orgoglio non si perde una nota, non si perde una parola…non si perde uno sguardo. 

Intanto ti rendi conto che non esistono più barriere tra tutte quelle persone e tra chi sta sotto i riflettori. Esistono solo cuori che ascoltano e cuori che trasmettono a quegli altri cuori quelli che sentono…al punto che tutti diventano uguali…diventano uguali, come solo la musica sa eguagliare…

Allora tum tum tum facevano i cuori. 

Legati da un ritmo musicale che fece di un emozione singola un emozione unica. 

Come il ricordo che ne rimarrà domani. 

Destinato a vivere per sempre dentro ogni battito di quel cuore che eternamente cercherà nel suo domani l’accordo di quella canzone…quel ritmo che lo farà sentire vivo anche quando vorrebbe tutto tranne vivere.

Tum tum tum batterà il cuore.

In attesa che quella emozione ritorni di nuovo,

cullandosi nella strana malinconia che solo chi sa trasmettere emozioni sa lasciare..un vuoto che lascia un dispiacere per quello che solo fino a ieri era felicità, ma che da la speranza nelle parole: “ci torniamo al prossimo”.

Tum tum tum batte il cuore di chi attende.

Tum tum tum batte il cuore di chi si prepara per emozionare di nuovo…