Sensibile chi ride

Si inizia a ridere davvero quando si impara a vivere nonostante la vita abbia preso quella piega che non volevamo che prendesse e che non ci aspettavamo che esistesse…si ride con gli occhi rossi dal pianto, un pianto misto che nasconde il dolore che ci portiamo dentro. Ridiamo perché non vogliamo mostrare a chi ci sta accanto la fragilità che pian piano ci schiaccia dentro…e non importa se sembriamo insensibili e vuoti perché nessuno può sapere cosa teniamo dentro di noi, che ne sa la gente di quanto il cuore è distrutto nel nostro petto…che ne sa chi ci vede la fuori di quante volte ci svegliamo nel cuore della notte con il volto coperto di lacrime e quell’amarezza così viva di quell’addio che non volevamo dare ancora una volta nel sogno come allora…chi lo sa oltre a noi quanto pesa al mattino raccogliere i cocci di quel cuore che non ne vuole sapere di scendere dal letto ed affrontare un nuovo giorno senza la presenza di chi per noi era tutto…senza quel consiglio che cerchi adesso che ne avresti bisogno…chi lo sa di quante cicatrici porta quel cuore che non ha più voglia di battere forte come dovrebbe…e chiudendo gli occhi nascondi tutto dentro, ci penserà la notte a lasciarti piangere in silenzio.
Raccogli quelle misere forze che hai e sorriderai anche oggi, riderai a volte anche a costo di apparire sciocca perché l’apparenza non è niente in questa vita…e chi avrà il coraggio di vederti dentro saprà farti smettere di ridere perché saprà entrare nel tuo profondo, dove sei fragile e potrai piangere senza paura di sentirti debole…senza ricevere quella compassione che ti fa stare soltanto più male, ma ti saprà consolare in silenzio, e tu saprai che l’indomani tornerai a sorridere ma in compagnia di chi ti ha vista cadere e nonostante tutto non è andato via…

Noi

Le cose che più schifo della società sono il falso perbenismo e l’ipocrisia, noto spesso che è più facile incontrare persone che preferiscono uniformarsi alla folla piuttosto di andare contro mano, correndo il rischio di perdersi nelle proprie idee e nei propri valori…gente che perde l’uso di esprimere ciò che è per la paura di non piacere agli altri e il timore di restare per questo soli…purtroppo negli anni ci si dimentica di continuare a mostrare il proprio volto semplicemente perché la vita per molti diventa un palcoscenico, dove si recita come degli attori, con la sola differenza che quella che viene manipolata è la realtà di tutti i giorni…c’è carenza di sincerità e di pensieri puliti, perfino il bene non è più fatto con il solo scopo dell’arrecare giovamento a qualcun altro, si fa soltanto quando in cambio si ottiene qualcosa, per farsi notare o per ricevere dei ringraziamenti…ed è proprio nel momento in cui l’anonimato scompare che svanisce anche la magia dell’opera di bene…perché infondo l’unica cosa che conta è la felicità di chi ha ricevuto un aiuto e se non c’è nessun nome e nessun volto chi sta meglio per mani nostre sarà portato a credere che il bene è negli occhi di tutti o quasi…se fossi una mamma insegnerei ai miei figli a disegnare tanti sorrisi da consegnare ai bambini malati, insegnerei loro che non conta la grandezza di un dono ma il gesto che ha spinto a questo, perché ancor prima dell’azione nasce il pensiero e non c’è nulla di più fragile e prezioso di un sentimento incondizionato trasformato in pensiero…insegnerei ad essere umile, perché l’umiltà ha il coraggio di sopprimere la vanità e non va di pari passo con l’ipocrisia…perché è meglio cadere e mostrare le ferite che la caduta ci ha procurato piuttosto che negare la nostra fragilità nascondendoci dietro un coraggio che non ci appartiene…siamo quello che siamo, possiamo cercare di cambiare per il meglio, ma il temperamento a lungo andare va compreso ed accettato, sarà con noi attraverso i nostri atteggiamenti, sarà con noi attraverso i nostri occhi, sarà con noi attaverso i nostri sentimenti…e impareremo a vivere senza maschere, restando quello che siamo, potremmo piacere oppure no, ma saremo maledettamente noi…

Fiaba

C’era una volta una piccola principessa che ogni sera chiedeva alla sua mamma di leggerle una fiaba. Quanto era bello per quella bambina chiudere gli occhi e immaginare il suo principe arrivare col suo cavallo bianco, il suo mantello dorato e il volto così dolce da farla sognare. La bimba poi col tempo divenne una giovane ragazza, capace come un tempo di sognare il suo amato, ma consapevole che la vita purtroppo non è sempre una splendida fiaba. Poi arrivò lui, il giovane amore della sua vita, colui che sapeva tenerla per mano e in quel gesto racchiudeva tutta la protezione e l’affetto di cui lei aveva realmente bisogno, era dolce, riservato e sincero e le sapeva parlare con un tono così delicato da farla sentire fortunata tra tutte le donne del mondo…si amavano così tanto che tutte le favole della sua infanzia sembravano diventare realtà…e lui forse non era il più perfetto delle creature ma quando i suoi occhi incrociavano i suoi diventava il più bello dei sogni immaginabili. Se c’è una cosa che hanno imparato assieme è che si cresce con le favole della buonanotte, si diventa grandi con i sogni costruiti da piccoli e qualche volta gli amori sognati si avverano…e dietro un fiore da donare alla sua amata c’è tutto il calore che li unisce da sempre…perché a volte, come nelle fiabe, succede che il principe arriva, porta il primo mazzo di fiori per il primo ballo e da quello disegna il sentiero di una vita assieme, dove ci potranno essere dei litigi, ma alla fine di tutte quante le discussioni, quando le parole e i discorsi si arrendono al silenzio, l’unico suono che continua a non tacere sono i battiti dei loro cuori che si amano sempre…e col tempo ci saranno tanti fiori ancora, tanti “ti amo” sussurrati nell’orecchio quando in un abbraccio non si ha il tempo di parlarsi con gli occhi…e nonostante le rughe che il tempo procura ai volti, il principe arriva dalla sua anziana principessa con la sua rosa rossa e gli occhi carichi di quella dolcezza che soltanto chi ama sa trasmettere alla vita…lunga vita ai principi allora, quelli che non necessitano di corona e gioielli, perché le ricchezze più grandi le aspettano a casa, e si emozioneranno come ogni volta per quel fiore regalato…per quello sguardo di cui la mamma un tempo ormai lontano raccontava una splendida fiaba…

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Faro

A volte succede di sentirsi come un faro nel mare.
I pensieri colpiscono con forza le pareti della nostra esistenza così come le onde fanno lo stesso con le sue pareti…
Le mani sostengono con forza le strette più deboli per non farle intimorire, come la sua luce da sostegno e coraggio ai marinai smarriti…
Gli occhi guardano verso il futuro consapevoli che ciò che è stato appartiene al passato e di quello che sarà dobbiamo ancora parlare e scrivere, così come lui, il faro, guarda le albe dei giorni nuovi dare speranze a chi crede nel domani e lascia ai tramonti la libertà di portare via quel tempo che a qualcuno mancherà tremendamente mentre ad altri porterà solo serenità.
Siamo tutti fari splendenti per coloro che affidano a noi quello che sono.
Forse qualche luce si spegnerà senza aver mai mostrato la strada a qualcuno…e tra i miseri resti di quello che poteva essere e non è mai stato si spegneranno i sogni di chi era…come il lume si spegne quando la fiamma è troppo debole tra lo spago e la cera.

Pioggia

Fuori piove.
Il suono costante sui tetti delle gocce che cadono ininterrottamente rievoca ricordi di tempi ormai lontani…quando chiudendo gli occhi mi immaginavo un mondo fantastico tra i boschi poco distanti da casa.
Fantasticavo su querce con all’interno del tronco interi villaggi di animali sconosciuti e molto piccoli che vivevano felici illuminati da un sole che esisteva solo da loro e per loro…mentre fuori il vento e la pioggia procedeva costantemente il suo corso…quanta fantasia può esistere nella mente di una bambina piccola…fantasie grandi in menti piccole che camminano in mondi grandi…così, come le gocce sembravano enormi ed adesso colpiscono un dito al posto di una mano…solo i sogni restano grandi al di la dell’età che abbiamo…