I tuoi occhi

Avevi tutto quello che potevi desiderare e lo avevi davanti agli occhi.
Ma dov’erano i tuoi occhi in quel momento?
Il suo sorriso era li, aspettava un tuo riscontro ma il tempo scorreva veloce.
Ma dov’erano i tuoi occhi in quel momento?
Aveva tanto da darti, quel tutto che forse tu nemmeno puoi immaginare, forse scappavi perché indegno non potevi accettare.
Ma dov’erano i tuoi occhi in quel momento?
Nascosta tra l’ombra dei tigli versava le sue calde lacrime innocenti.
Ma dov’erano i tuoi occhi in quel momento?
Intanto scorrevano i giorni, le stagioni mutavano e l’inverno cede il passo alla primavera dopo un’autunno incerto.
Tutto se ne va, i pensieri scivolano via e con essi anche chi li aveva nel cuore custoditi con amore e tu…
Ma dov’erano i tuoi occhi in quel momento?
Erano lontani…impegnati a rincorrere amori impossibili, alla ricerca di quello che ti faceva sentire felice.
Intanto lei si allontanava con frammenti di cuore sparsi per la via.
Ma dov’erano i tuoi occhi in quel momento?
Sicuramente di lei non se ne curavano, lei non esisteva…era invisibile come il vento che era l’unico a darle una carezza.
Passa il tempo e rivela tutto quanto.
Coloro che rincorrevi si sono dimostrate tutt’altro di ciò che speravi..
Perché il cuore vede la luce anche nel buoi e confonde l’oro con l’argento..
C’è un tempo per rincorrere, un tempo per afferrare ed un tempo per rimpiangere. Lei se ne sarà andata lontano col cuore rotto stretto nella sua mano, una lacrima che cade e la voglia di sparire da tutto ciò a cui tiene, da tutto ciò a cui teneva o credeva importante.
E sarà li che ti chiederai :
“Ma dov’erano i miei occhi in quel momento?”
Erano altrove, rivolti dove adesso c’è rimasto un pugno di vento.

Vinile di vita

La vita di ciascuno di noi incide percorsi indelebili nel nostro cammino.
Quando si nasce è un pò come se fossimo immezzo al deserto, con la sabbia liscia e immacolata, poi muovendo piccoli passi iniziamo a lasciare orme dietro di noi..
Meraviglioso è voltarsi e osservare quelle orme, a volte incise più nitidamente e a volte più leggere. Quando si cammina in punta di piedi il percorso quasi non si vede e può perdersi tra i pensieri che chiamiamo ricordi..
È come la sfumatura di un quadro ad olio, quell’azzurro del panorama in un cielo che si fonde alla vastità di un mare blu con gli aironi che volano..
È come la nota più lieve che suono col basso quando quel brano non lo conosco troppo bene.
Intanto il giradischi corre, la punta segue le linee vibranti del vinile che ho scelto per stasera..
Infondo la vita potrebbe essere considerata un disco, solo che non esistono diverse copie. Ognuno di noi incide il suo e sarebbe unico poterlo riascoltare quando la vita vuole delle risposte, quando noi stessi ci facciamo delle domande.
Intanto il disco gira, regalandomi la voce di chi adesso non suona più, di chi la sua vita l’ha trascorsa per questo sogno…ed è tutto indelebile ed udibile grazie a una minuscola punta di un giradischi che vorrei che non finisse mai di suonare.

La luna e la farfalla

C’era una volta una farfalla colorata che vagò per tutto il giorno alla scoperta di ogni cosa bella che il mondo le poteva offrire, sapeva che dal momento che era ormai nata le restava ben poco tempo per volare, così si diede molto da fare per non perdersi nulla di ciò che la circondava.
Vide molti fiori, bimbi felici e animali contenti con i propri padroni altrettanto sereni. Imparò anche tante cose preziose nonostante le ore contate che aveva per volare, imparò che la bontà è migliore della cattiveria e che valgono di più i sorrisi e una carezza a chi ha una lacrima che scende dal viso che la violenza e l’egoismo di cui l’esistenza è purtroppo provvista. Tra tutto quello che aveva visto però c’era una cosa che l’aveva attirata più di tutte,  ed era il sorriso di un bambino così tenero e timido da non poter abbandonare mai una volta notato. Quella farfalla però sapeva che il suo tempo ormai era trascorso, sentiva la debolezza nelle sue ali e così, col calar della sera, si appoggiò sulla parte alta di una torre abbandonata e volse il suo sguardo alla luna. Quest’ultima vedendola così triste le chiese cosa potesse averla resa così, e la povera farfalla riferì di quel bimbo a cui tanto teneva, le raccontò che non lo avrebbe potuto vedere crescere perché era solo una piccola farfalla dalle ore contate. Fu così che la luna le fece una proposta. Le disse di regalare il suo colore delle ali ad ogni tramonto di ogni giorno in cambio di una vita eterna come astro nel cielo blu, da dove avrebbe potuto osservare ogni giorno il suo bambino crescere e diventare un uomo. La farfalla accettò e fu così che da quel giorno i tramonti assunsero quei colori dorati e rossicci della farfalla stanca, e da quel giorno quel bambino ebbe la sua stella a cui affidare i suoi pensieri e i suoi sogni ogni notte.

Rewind And play

Esistono luoghi dove il tempo sembra fermarsi in un istante. Come se tutto quello che ci circonda sia così affascinante da incantare addirittura le lancette dell’orologio.
Esistono profumi che fanno risvegliare ricordi ormai legati ad un tempo che non c’è più, come se la l’aria ad essi legata sia così deliziosa da spingere le lancette dell’orologio ad andare al contrario per ritornare a quell’emozione, a quello che non c’è ma che c’è stato.
Poi esistono luoghi che non abbiamo mai visto ma che inconsapevolmente anche il solo parlarne ci rubano il cuore, e d’un tratto pare quasi di essere già la, come se le lancette di quell’orologio potessero correre a quella partenza,a quel luogo che visiteremo un domani ancora incerto e non definito…esistono momenti per ogni sensazione così come ogni sensazione si lega ad un momento per un fantastico gioco di rewind e play…è il gioco della vita, è il gioco che noi tutti chiamiamo esistenza.