I miei bassi

Esistono momenti molto intimi tra il proprio strumento e noi stessi.
I miei bassi hanno avuto il piacere di farmi innamorare di loro in un periodo in cui la mia vita era veramente felice, quel tipo di felicità così unico ed impalpabile da far quasi paura…paura che qualcosa di così bello possa finire perché di solito è così che succede. Mi hanno conquistata con la musica rock e blues degli anni ’70 e ’80…e in qualche maniera mi hanno fatto vivere epoche che non ho vissuto realmente perché non ero ancora nata o ero troppo piccola.
Poi mi hanno accompagnata nei momenti tristi mescolati alla speranza che qualcosa di buono possa sempre accadere, ed era bello sapere che suonare faceva piacere anche a chi stava male in una stanza più in la della mia…
Poi è arrivato il momento in cui quelle note suonavano basse, mentre le mie lacrime le bagnavano col rischio di ossidarle, e l’amplificatore restava spento perché non era il momento…perché facevano già male le corde non amplificate nello stesso modo in cui faceva male il cuore…poi se ne andò una parte di me assieme a mio padre e i miei bassi rimasero in lutto con me per due lunghissimi anni…perché quei giri che sapevo a memoria ricordavano le stesse musiche rock che mio padre amava perché io e mia sorella gli avevamo fatto amare…erano intrise di quei ricordi che riportavano noi negli anni più belli e maledettamente irripetibili di una vita che non avrei voluto che finisse mai…poi una sera, tornando a casa dal lavoro,la radio mette “burnin alive” e mi viene in mente il volto di mio padre quando mettevamo questo cd in macchina, abbassava i finestrini ed alzava il volume al massimo, cosa che faceva sempre e solo con quel brano,stupendoci ogni volta perché non era da lui…e la mia voglia di arrivare a casa aumentava, perché avevo voglia di riprendere tra le mani uno dei miei bassi e sentire le mie dita scivolare su quel manico liscio,avevo voglia di accendere l’amplificatore e di riportare alla memoria gli anni che mi mancavano e mi mancheranno sempre…così i miei bassi hanno risentito le mie mani…ed è stato bellissimo risentire la sensazione che questo strumento ti sa dare…ed è stato magnifico scoprire che loro, non aspettavano altro che tornare da me…riprendendo così quell’amore che nonostante tutto, nonostante la vita cambi, rimarrà intatto non lasciandoti andare mai del completamente…❤

Passeggiata di pioggia

E poi senti l’acqua cadere mentre cammini per la via deserta che solitamente è affollata dalla gente.
Mi piace camminare mentre la pioggia batte sull’ombrello…avrò preso da mio nonno che immancabilmente veniva a trovarci a casa ogni qual volta che il tempo si imbronciava.
Non gli ho mai chiesto perché, forse la pioggia gli metteva nostalgia e aveva voglia di trovare i suoi cari, o forse come me vagava per pensare…cullato dal costante ritmo di quelle gocce che ininterrottamente cadono come se non dovessero mai smettere di cadere,convincendomi addirittura che da sempre piove…ma come si può scordare il sole? E intanto che cammino respiro l’aria che assume un sentore diverso a seconda del selciato in cui mi trovo.
Incredibile poi scoprire come ogni volta i profumi risveglino sensazioni legate a ricordi diversi e talvolta contrastanti tra loro…intanto che cammino penso e lascio che la strada mi racconti tutto il mio passato che riesce a risvegliare.
Complice la pioggia e questo mio continuo pensare…❤