Era mio padre

Fuori il vento soffia forte.
Forse spazzerà via le nuvole che oggi con prepotenza hanno invaso il cielo azzurro.
Dalle finestre si sente un fischio sempre più forte, insistente, come uno sbuffare continuo di un bimbo annoiato che aspetta l’ora di giocare.
Ad un tratto mi viene in mente un ricordo d’infanzia. Riaffiora alla mente l’immagine di mio padre che di sera mi raccontava la storia del bosco sul divano. Il suo racconto era così dettagliato che se chiudevo i miei giovani occhi potevo immaginare un bosco,lui era bravo ad imitare questo vento che adesso soffia davvero forte come nei suoi racconti.
Mi diceva di stare riparata sotto la coperta ed io mi nascondevo sotto come fosse un rifugio notturno. Ricordo che mi sentivo fortunata ad avere delle coperte calde,e nel mio piccolo mi immaginavo una grande coperta che riscaldava tutti quelli che  non avevano un posto dove stare.
L’ingenuità di una bimba piccola,l’amore di un padre,e la fantasia che unisce due generazioni diverse. Mentre fuori la vita scorre il nostro mondo era qui dentro, nella tenerezza e la serenità che fa di una famiglia una dolce casa per sempre

A Davide

Sai alla fine di tutto chi vince?
Vince chi cade e si rialza,chi anche se con mille ferite e con tanti graffi sul cuore trova il coraggio di bendare ogni singolo livido e torna più forte di prima.
Vince chi non smette di credere che qualcosa di buono possa succedere nonostante tutto,nonostante tutti.
Vince chi porta con sé gli insegnamenti di chi si è spento nel cammino e si migliora per loro,affinché possano dall’alto sentirsi orgogliosi di quello che vedono.
Vince chi lotta per i più deboli mettendo a disposizione tutta la sua vita per gli altri.
Vince chi lotta per gravi malattie col sorriso di chi non smetterà mai di sperare di guarire e ci crede,qualunque sia il risultato finale.
Vince chi persona uno schiaffo ricevuto e ha il coraggio di porgere la mano a chi lo ha ferito nel più profondo dell’animo.
Vince chi crede che un giorno il mondo sarà migliore e non smette di ripetersi che nessuno è perduto per sempre finché resta nel cuore di chi resta.
Vince chi ha il coraggio di guardare il cielo sentendosi sempre piccolo in questa immensità di firmamento alla quale affida i propri pensieri e speranze.
Vince chi infondo sa che la vita va vissuta al massimo per non rimpiangere mai nulla,anche se restasse una sola ora di sentiero,un’ultima boccata di respiro.
Ecco chi vince, chi sa cogliere ogni frammento di esistenza con la consapevolezza che ogni lasciata è persa e che se i progetti stabiliti sembrano le cose più solide su cui camminare, non esiste niente più fragile della vita.

Quello che ho imparato

Aveva quel modo di sorridere di chi le aveva viste tutte in questa vita, ma che ancora guardava tutto con gli occhi curiosi di un bambino.
Sapeva incantare chiunque narrando le realtà quotidiane come se fossero favole.
Era speciale sì, perché sapeva rendere uniche giornate mediocri e straordinari momenti inutili.
Fu da quel momento che imparai a riflettere ogni sera su quanto ogni giornata aveva da insegnarmi.
Imparai che ogni giorno aveva i suoi momenti piacevoli ed altri un pò meno.
E mentre il sole scende trasformando il cielo di un rosa rossastro, mi accorgo di sorridere verso l’infinito di questo orizzonte più grande di me.