Le sue quattro corde

Aveva solo quattro corde, si sentiva più triste di un violoncello nonostante sapeva si essere un suo parente.
Si sentiva inutile ed inadeguato al cospetto di quelle sei corde che emettevano dei suoni acuti, talvolta pungenti, ma sempre maledettamente melodici da incantare chiunque le sapeva strofinare e chiunque si trovava comodo ad ascoltare.
Invece lui, aveva un suono buio. Veniva pizzicato in più punti ma ai sentiva sempre inferiore a lei, bella, luminosa e al centro dell’attenzione quando nessuno cantava, nessuno batteva sui piatti…semplicemente lei cantava, prendendo il posto di chiunque su quel palco.
Eppure, nonostante tutto, le sue quattro corde che a volte diventavano cinque erano indispensabili per quel ritmo costante e dolce che se ci si soffermava ad ascoltare ti sapeva trascinare in quell’ondata di emozioni che stanno nel punto più profondo ed intimo del nostro cuore.
Fu così che quello strumento si accorse che a lui, venivano affidati i pensieri più dolci, quelli che, come lui preferiscono restare in disparte, forse per non sminuire gli altri, o forse più semplicemente perché è così che deve essere.
Ma da sempre, e per sempre, il suo ritmo resterà.
Il suo cuore è dolce e calmo. Caldo e allo stesso tempo avvolgente, come il cuore di chi con amore e passione pizzicherà le sue corde, perché uno strumento non sceglie una persona, così come viceversa, una persona non sceglie uno strumento.
Semplicemente si attraggono a vicenda e possono passare anni lontani tra di loro, ma basterà un semplice istante per farli riavvicinare e per scoprire che nonostante tutto, non si sono persi mai… <3 Dedicata a chi ama il basso come me.

Capitoli di vita

Ho sempre immaginato la vita come un libro.
Ogni giornata è un capitolo che se già vissuto può essere riletto nelle memorie, attraverso i frammenti di ricordi, le abitudini quotidiane o le fotografie e i disegni composti. Parte di queste sono impresse nelle parole di un piccolo testo scritto per congelare un ricordo che non vorremmo lasciar svanire mai…
Poi ci sono i capitoli che ancora non abbiamo letto e che non possiamo leggere in anticipo poiché troveremmo solo pagine bianche ad accoglierci.
Ed ogni nuovo capitolo fa sempre un pò paura, talvolta perché lo troviamo fortemente legato a qualcosa di triste o negativo che abbiamo vissuto, altre volte divertente come solo la compagnia di persone buone e vere ci possono dare, a volte neutrali come quei giorni monotoni dove il tempo sembra non passare mai e allora si vorrebbe solo voltare pagina è risvegliarsi con un capitolo più brillante e magari poetico, con tanti colori da poter descrivere.
Ma una cosa mi hanno insegnato questi miei trent’anni quasi trentuno di pagine girate e capitoli archiviati, ho imparato che spesso i capitoli passati si rileggono nei momenti più bui del capitolo quotidiano per rendere un pò più colorato l’attimo che si sta vivendo…che spesso bisogna rileggere certi capitoli per capire che se si è arrivati a questo punto è grazie ad altri momenti e che nei capitoli più difficili da superare si racchiude quello spiraglio per intravedere qualcosa di positivo per il capitolo che scriveremo domani…e così, mentre poso la penna sulla pagina appena scritta e completata mi rendo conto che per apprezzare le cose positive bisogna saper superare e vivere quelle negative, e che quelle positive si apprezzano meglio quando il peggio è già arrivato o almeno una parte di esso lo abbiamo già vissuto…e senza rendersene conto abbiamo compreso che tutto l’insieme è l’essenza della vita stessa…