Addio

Girò i tacchi e se ne andò per sempre.
Non disse una parola, aveva mille perché alla quale mai avrebbe trovato risposta, sapeva che sarebbe andata così.
Lo sapeva da sempre.
Tutto passa nella vita, niente resta e ben poco ritorna.
Non sprecò neppure una lacrima per quella ferita.
Le lacrime sarebbero restate nei suoi occhi così come la sua voce restava nella sua bocca. Perché non si spreca qualcosa di prezioso per chi con un’atteggiamento frantuma tutto.
Che poi cos’è il tutto? Forse niente?
Qual’è il distacco tra le due cose? Quando finisce una ed inizia l’altra? 
Esiste un confine che si può varcare ma che forse ci si accorge di averlo varcato solo ed esclusivamente quando ormai indietro non si può più tornare.
Forse sì.
Ma intanto, era lontana la sua figura. Non sarebbe più tornata.
La sua esistenza rimarrà un ricordo a cui si sa che non ci sarà nessun rimedio.
Questo è l’eco di un’addio.

Altrove

Ritrovarsi a pensare a tutto e a niente.
Dal gradino più alto osservare il passaggio.
Attimi trascorsi e lasciati per la via.
Sospesi in bilico i sogni di una vita,
quelli che nonostante tutto e tutti, cercano di tenere a galla una mente ormai stanca.
Dopo quel gradino esiste una meta lontana?
Cercare di saltare dall’alto per raggiungere l’oblio o forse semplicemente qualcosa che si trova in un dove non esplorato.
In un luogo sconosciuto agli occhi di adesso.
Lasciare che il cuore distenda la mente affannata e che il corpo trovi il suo angolo di felicità.
Sarà altrove la pace, sarà ovunque lontano da qui la nostra nuova serenità.

Poi non ci sei più

Erano le 20 passate da un pò.
Non c’era niente da fare quella sera di una domenica qualsiasi.
Guardai il cellulare e trovai una foto tua, non eri solo però.
Così pensai ai giorni passati, alle attenzioni che non avevi più per noi.
Quanto tempo dura una vera amicizia è una domanda a cui rispondere non so più da un pò.
Ti credevo diverso da tutti, ti raccontavo i miei giorni più bui e sempre a te confidavo i miei pensieri più personali.
Giusto un’anno fa dicevi che fortunato sarebbe stato chi mi avesse amata.
E intanto io speravo fosti tu, non lo ammettevo a me stessa perché era difficile e incredibile che una come me potesse avere uno come te.
Ed ora sono qui sola, a raccogliere pezzetti di memorie che affiderò al tempo con la speranza che esso li distrugga a pico a poco.
Per consentire anche a me di volare di nuovo, così come facevi tu, mentre i miei pensieri erano con te che ormai non ci sei più.

Raggio di luce

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Buio.
Era iniziata male quella giornata.
Il sole sembrava stanco e talvolta assente,
ma infondo al cuore si sapeva che lui c’era sempre anche se nascosto da nubi fitte e dense.
Quando tutto sembrava ormai improbabile,
eccolo che appare.
Un raggio caldo e lucente,
che riscalda il cuore di chiunque,
anche di chi è freddo perché il gelo lo racchiude in se stesso.
Attimi che fuggono in un’attimo.
Ma che restano sempre impressi in un’immagine in questa strana estate quasi assente.