L’uomo e la sua valigia

Portava con sè una valigia.
Non la apriva mai tra la gente.
Indossava abiti semplici ma sempre puliti.
Considerava il mondo il suo compagno più fedele.
Nel silenzio trovava rifugio quotidianamente.
Si emozionava con un raggio di sole.
Sorrideva alle stelle.
Dipingeva utilizzando i colori più dolci, perché era così che sentiva la sua vita.
Andava ovunque, e il mondo era dentro di lui.
Per sempre. Sempre.

Mentre

Correre.
Desiderare qualcosa
cercare il modo di afferrarlo
ad ogni costo.
Lunga la corsa
dolorosa l’attesa.
Traguardo.
Accorgersi una volta raggiunta la cima
che non si ha più il motivo.
Perdere.
Dimenticare il traguardo.
Può la sofferenza fermare un desiderio?
Può succedere.
Disse la luna alla gente.
Quanto si può desiderare qualcosa?
Quanto si può sperare di essere felici in un mondo crudele e freddo?
Silenzio.
Nessuna risposta riesce ad arrivare in questa notte buia e fredda di un’estate stanca.
A piccoli passi si torna verso casa.
Sembra breve il cammino mentre i pensieri si affollano.
Siamo solo di passaggio. Stelle che spendono quando la piccola fiamma si speranza si accende,
per poi spegnersi d’un tratto quando il buio prende il sopravvento.
Cibandosi di tutti i desideri e delle false speranze che danno al cuore la forza di guardare al domani con coraggio.
Mentre tutto passa e se me va.

Quello che mi fa vivere

…e nonostante tutto vada storto, nonostante la vita mi riserbi sempre l’esatto contrario di quello che desideravo, è bello poter guardare un cielo al mattino…è bello saper guardare un cielo stellato la notte…è bello perché nonostante tutto vada storto so che è sotto lo stesso cielo che hai vissuto la tua vita anche tu…Altre notti verranno, il numero a cui assisterò non mi è dato sapere…ma so che anche se una vita finisce, anche se un sogno svanisce, se una speranza si dissolve nel vento, è sotto questo cielo che hai sperato, sognato ed esalato l’ultimo respiro…ed è tutto questo che mi da il coraggio e la forza di continuare a vivere…sola, tendendo le mani al mio destino…

Tempo dentro

Presi l’ombrello.
Mi avviai lentamente verso il viale alberato.
Era la che il vento scompigliava i capelli e le mani diventavano fredde.
Era un giorno d’estate ma il tempo sembrava essere lo specchio di quello che mi portavo dentro.
Freddo era il cuore, buie le nuvole come gli occhi pieni di lacrime.
Strinsi forte l’ombrello, unico riparo che avevo da quel tempo malvagio.
Riparo che il cuore purtroppo non aveva.
Barriera da abbattere in una fredda, cupa e triste giornata di luglio.