Percorso

Dovremmo imparare a non farci portar via il sorriso.
Dovremmo imparare a non regalare mai a nessuno una parte del nostro cuore.
Dovremmo imparare ad essere felici contando solo su di noi.
Dovremmo imparare che la vita va avanti lo stesso, anche senza chi ci ha lasciato alle spalle.
Dovremmo imparare che se ci voltiamo a guardare indietro, lo facciamo solamente noi.
Mentre tutto procede comunque verso la strada che non abbiamo ancora percorso e che a volte preferiremmo evitare di percorrere.
Spesso per paura di non riuscire a proseguire da soli, altre volte perché ci mancano gli affetti di chi ci faceva camminare con più sicurezza.
Ma la vita non aspetta, il mondo non si ferma.
Allora allacciati le scarpe, il tuo cammino può essere lungo oppure breve.
Ma va percorso da te e se per la strada qualcuno vorrà tenerti un pò per mano accetta, perché ogni conoscenza è un regalo che ti aiuterà a vivere per quello che sei.

Luce del mattino

La luce del mattino, la cosa più bella in assoluto.
La speranza di un nuovo giorno che inizia, il respiro di chi aprendo gli occhi alla luce pensa: “nonostante tutto, anche se il mondo mi può fare paura io ci sono e voglio vivere”
La consapevolezza che dietro quella luce c’è un presente che sarà unico nel suo genere, perché non sarà mai come ieri, apparirà decisamente meglio.
E che forse solo il domani potrà essere migliore di questo momento.
Ecco cosa la luce del mattino vuole esprimere.
Vuole fare un regolamento a chi la sa cogliere, dono splendido a chi sa aprire il cuore per lasciarla entrare, per non lasciarla più andar via…
Speranza e gioia che cresce con noi in ognuno di noi.

La nostra esistenza

Ed è in certi momenti.
Quando sei in silenzio in una stanza che i ricordi iniziano a scorrere veloci davanti ai tuoi occhi.
Ricordi di luoghi che ti sono appartenuti, sorrisi che c’erano e che non vi sono più.
Quanto è difficile poter proseguire il cammino con la consapevolezza che i loro sguardi non saranno più visibili ai nostri occhi solo a chi vive queste situazioni è dato sapere.
Ed è in quel preciso istante che iniziano le riflessioni su quanto sia fragile e impalpabile la cosa che sempre più diamo per scontata.
Quanto è debole la vita in confronto a tutto il resto?
Consapevoli che essa può sfuggire dalle nostre mani come un soffio nel vento ci prepariamo a dormire.
Ed intanto con le ore anche la nostra esistenza passa…destinati ad essere un passaggio in questa terra costruiamo la nostra vita…
Quella che domani diventerà il ricordo di tanti che piangeranno la nostra mancanza.

Quello che eri

C’era il suo sguardo…così bello e profondo che non sapevo resistere più di due secondi guardandolo negli occhi.
Forte batteva il mio cuore, il volto diventava rosso perché ero felice e mi sentivo fortunata mentre mi guardava.
Avevo così tante cose da dire che le parole si attorcigliavano impedendomi di esprimere quello che provavo e che avrei voluto trasmettere.
Esistono giornate che risuonano nella mente, attimi che non ritornano…
Vittime di un destini crudele ci illudiamo che domani ci si riveda ancora…
Com’è la tua vice? Quanto mi manca il suo timbro?
Quanto desiderio c’è di sentire un tuo discorso ora, che non sei più parte del mio mondo?
Una lacrima cade…goccia salata senza senso per chi ti ha allontanata da lui, ma carica di disperazione e solitudine per chi credeva in un domani con lui al suo fianco…
Mi dicevi “fai la brava ed io come sempre lo sono stata, lo ero e lo sarò…
Tu invece…quanto bravo sei stato a dirmi addio?
Silenzio adesso nel mio cuore, come un’eco dei passi in una piazza vuota di notte, lascio rimbombare dentro di me i pochi frammenti che ho è che mi parlano di te…

Ultimi attimi

E respiravi i tuoi ultimi attimi di vita.
Stringevi in un pugno il tuo esistere come se nel domani potesse esserci un qualcosa di roseo.
Avresti voluto cancellare con una spugna quello che ti di li a poco ti avrebbe portato via da noi.
Perché tu alla tua esistenza ci tenevi.
Ancora bello era il mondo per poterlo lasciare.
A 81 anni, mentre qualcuno è ormai stanco di vivere tu cercavi con forza di sostenere col tuo grande spirito quel corpo che ormai non voleva più rispondere a quello che avevi dentro.
Se si potesse dare un corpo nuovo a un’anima ancora bambina avrei donato la mia vita per potertela regalare.
Poi arrivò la morte, silenziosa e crudele, meschina e spietata.
Ed è così che l’anima ormai stanca di quel corpo debole si libera da esso per poter tornare a correre su quella bicicletta che tanto amavi.
Arrampicandosi su quelle rocce per raggiungere quella vetta lassù, dove papà ti aspetta…per condividere con te un panorama incantevole che non fa rimpiangere nulla di questa vita terrena. Non vi è vetta migliore di quella che avete raggiunto, e sapere che voi siete la darà la forza anche a me di vivere senza temere i miei ultimi secondi di separazione dalla vita con la morte.

Giornata di sole

Sole.
Leggera brezza sulla pelle mentre al parco passaggio.
I pensieri si sguinzagliano come il mio cane, si scontrano giocando con i pensieri degli altri…pensieri cuccioli che mordono un po, altri più dolci fanno solo il solletico…sono pochi quelli dolci in questi giorni ma ci sono, le chiamano speranze nel domani che cambia, nel domani che cresce con noi e che richiede pazienza e cura.
Intanto il sole fa compagnia e riscalda i cuori di grandi e piccini.
Nel cielo neppure una nuvola osa disturbare la serenità che ci è data possedere in questa splendida giornata di una domenica che spazza la tristezza cercando di trattenerla con sè per i giorni a venire.
Alzare gli occhi al cielo per poter sorridere, pensando se chissà da qualche parte qualcos’altro starà osservando questo immenso splendore azzurro…e riabbassando lo sguardo tutto torna a farsi sentire, puntuale come soltanto la vita sa essere…cercando quell’angolo di forza che si ha nel cuore per comprendere che la vita va avanti sempre…nonostante le cadute, nonostante le ferite…nonostante gli addii e i silenzi tanto temuti…

La rosa rossa e quella di carta

Era estate inoltrata ormai.
Faceva caldo ovunque e l’aria era così pesante da faticare a respirare.
Solo, in un vaso decorato di cristallo stava un bouquet fiorito, colmo di ridenti margherite e rose rosse.
Li, tra queste splendide rose di un rosso splendente, si poteva notare una rosa tutta bianca.
Non era una semplice rosa naturale, colui che le regalò non ne trovò di così splendenti e candide. Fu così che decise di metterne una di carta.
Certo, chi non le può ammirare può pensare che fosse stata una scelta di pessimo gusto.
Ma invece, quella rosa di carta ben si uniformava a tutto il bouquet.
Tanto che una delle rose rosse se ne innamorò perdutamente.
La loro fu una storia di affetto e di sogni, lei era la più bella rosa rossa che la rosa di carta aveva mai visto.
E si sentiva fortunata di essere stata scelta tra tutte quelle splendide meraviglie che adornavano la tavola.
Il loro amore ahimè durò però ben poco.
La rosa di carta sapeva che la sua splendida compagna sarebbe sfiorita presto.
Ogni giorno che passava era una foglia che cadeva.
La povera rosa bianca riuscì a contare tutti i petali che la sua amata possedeva e fu così che il dodicesimo giorno la sua dolce metà perì.
Triste la rosa di carta non riusciva a restare.
Sola, senza la sua vita.
Tutto non aveva più senso si ripeteva ogni giorno.
Il dolore era così forte che imparò a piangere.
Le sue lacrime erano così grandi che la sua carta si sciolse.
Ponendo così fine alla sua vita solitaria. Si risvegliò il giorno dopo in compagnia della sua amata.
Felice, come lo era prima…anzi, ancor di più, perché sapeva che da dove ormai si trovavano nessuno li avrebbe mai più separati.
Per sempre.

Dialogo con la morte

Stavo li, seduta per terra tra le mura di una stanza che mi ha vista crescere.
Nelle mani una foto di mio padre che sorrideva felice tenendomi in spalle.
D’un tratto, come accade in un giorno estivo col temporale, una lacrima mi cade dal viso colpendo la foto…proprio sul sorriso di papà.
Chiudendo gli occhi provo a parlare con lei, con quella che mi ha portato via una parte del mio cuore e md il motivo per cui ogni sera desidererei un abbraccio che mi consoli.
Le chiedo perché esiste, con quale criterio sceglie e perché mai io non le piaccio…
La vedo come la sola via per raggiungere mio padre e qualche volta le voglio bene sì…perché se diventasse mia amica mi potrebbe portare dalle persone che ho amato e che non ci sono più…a volte ne ho paura perché si contende chi vorrei tenere con me e non accetta di barattarmi…perché chi soffre è chi resta, non chi se ne va…
Così mi ritrovo a chiedere cosa vuole da noi…cosa vuole da me…e la risposta è che per apprezzare ciò che si ha bisogna trovarsi privati di essi…questo è quello che mi risponde  ed io consapevole che ciò che se ne va non può più tornare sto imparando ad amare ed apprezzare ogni singola cosa, ogni singolo evento, ogni singola persona che mi ha portato la vita…finché sarà la stessa a non arrivare più ed allora il mio tempo per apprezzare ogni cosa sarà terminato…e anche lei mi raccoglierà.

Attese

Vagare tra le strade di un paese deserto…sotto la poggia che si scaglia violenta contro le foglie di quegli alberi che da poco sono sbocciati…per ogni goccia che cade cercare i suoi occhi tra il vuoto…unico compagno di questo triste panorama è il cuore.
Non ha ancora capito che mai avrà modo di battere più forte…desolato come chi lo porta con sé, attende…qualcosa che sa di non avere mai trovato…qualcosa che forse nemmeno esiste…lentamente le speranze si affievoliscono…evaporano come l’acqua in una bottiglia aperta lasciata sotto il sole cocente…quanto può durare un’attesa?
Quanto può cercare qualcosa un essere umano?
Le forze sembrano svanire mentre gli anni aumentano…ed è sempre quello il tuo desiderio…un abbraccio che duri in eterno, con quel qualcuno a cui l’eternità assieme a te non farà mai paura…

Persone di nuvole

Nuvole.
Nel cielo vagano senza fermarsi…scrutano.
Si meravigliano osservando l’esistenza da una prospettiva che solo loro sanno scovare.
Persone.
Per le strade camminano senza avere il tempo di fermarsi…programmano.
Si stupiscono vedendo la propria vita da un punto di vista reale che solo la vita stessa sa dare.
Similitudini.
Fermarsi e comprendere che tutto è relativo…che niente dura in eterno e che spesso sono le cose più belle a scivolare fuori dalle mani che le trattiene con una devozione tale da fare male…quando l’assenza diventa il buio di una nuvola mandata dal vento.
Scoprendo di essere solo persone invisibili come il vento…